SECRETS OF THE MOON – Seven Bells

Pubblicato il 27/03/2012 da
voto
5.5
  • Band: SECRETS OF THE MOON
  • Durata: 01:00:00
  • Disponibile dal: 16/03/2012
  • Etichetta: Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

Il quinto full-length album dei black metallers tedeschi Secret Of The Moon, “Seven Bells”, ci viene introdotto splendidamente da un artwork stupendo e tremendamente evocativo in copertina, che già di suo conquista la nostra approvazione ancor prima dell’ascolto del disco in sè. Ma si sa, il buon vino non si giudica certo dall’aspetto della bottigia, per cui, via con l’ascolto. A cavallo tra le rarefazioni dei primi, ancora metallici, Alcest (“The Three Beggars”), delle nuove dilatazioni progressive degli Altar Of Plagues (“Serpent Messiah”, “Goathead”) e dei tradizionalismi old school di veterani come i Satyricon e gli Immortal (“Nyx”, “Worship”), i tedeschi Secrets Of The Moon sembrano aver voluto assemblare un album black metal incentrato sul manierismo più totale e creare un sincretismo musicale basato sulla fusione di varie (le migliori) scuole di pensiero del black metal, vecchie e nuove, forse nel tentativo di voler creare l’album black metal perfetto. Obiettivo rischioso. questo, visto che l’imitazione, anche se volta alla re-interpretazione,  spesso genera solo un fastidioso senso di già sentito e di prolissità, e mina la personalizzazione e l’originalità di una band che non ha scelto di seguire sino in fondo la propria strada. Il risultato di insieme risulta dunque alquanto impastrocchiato e confuso, come una sorta di Arlecchino del black metal, fatto di mille colori diversi, ma dall’identità sfuggente e impalpabile. Qualche altra divagazione death-black, alla Dissection o alla Behemoth (“Blood Into Wine”), non ha aiutato di certo i Nostri a raddrizzare un lavoro che appare molto confuso e costantemente strattonato in numerose direzioni opposte, senza avere mai il tempo di respirare e compiersi nei suoi momenti individuali. Anche le voci, da uno screaming lacerante a dei passaggi puliti e molto folk, sembrano volerle tentare tutte, e i suoni in generale, sia doomy che taglienti e forsennati, sembrano tentare di voler inglobare ogni approccio al black metal mai tentato a memoria d’uomo. Il risultato appare alquanto stucchevole, visto che cotanta ambizione non è affatto adeguata allo spazio di un semplice full length album. E, infatti, tutte le energie spese dalla band nel volere “recintare” ogni singolo sotto-genere black metal conosciuto, alla fine sembrano aver sottratto trazione al songwriting del disco, che risulta obiettivamente sottosviluppato e messo completamente in secondo piano.

TRACKLIST

  1. Seven Bells
  2. Goathead
  3. Serpent Messiah
  4. Blood Into Wine
  5. Worship
  6. Nyx
  7. The Three Beggars
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