7.5
- Band: SELENITE SCROLLS
- Durata: 00:37:59
- Disponibile dal: 15/05/2026
- Etichetta:
- Medieval Prophecy Records
No promo, no social media, no web: questa sembra essere la filosofia decisamente vecchia scuola delle band legate all’etichetta belga Medieval Prophecy Records, cui si attengono strettamente anche i qui presenti Selenite Scrolls, band conterranea dell’etichetta, giunti con questo “Channeling The Egregore” all’agognato debutto sulla lunga distanza dopo un paio di demo ben accolti nel circuito underground.
Membri dell’oscuro ‘Ancient Hounds Circle’ in compagnia di band quali Orkblut, Regnum Tenebrarum e Crypts Of Wallachia, i Selenite Scrolls, come accade un po’ per tutte le band legate alla Medieval Propechy Records, si distinguono per un approccio decisamente old-school al black metal, che i Nostri declinano in una peculiare visione intenzionata a coniugare la monotonia siderale, straniante e catartica dei Beherit di “Drawing Down The Moon” con l’approccio elitario, occulto e dissonante di Throne Of Katarsis e Dødsemgel (con i quali i Nostri condividono l’utilizzo altero, penetrante e disturbante degli onnipresenti symth).
Il black metal dei Selenite Scrolls, infatti, poggia le sua fondamenta su riff di chitarra basici, ruvidi e ripetitivi, accompagnati da pattern di batteria martellanti e ossessivi, mentre il compito di rendere il tutto atmosfericamente congruo e interessante è demandato a liquidi arpeggi di chitarra e, soprattutto, ai summenzionati costrutti di synth, a loro volta decisamente lineari e poco stratificati.
La cosa stupefacente è che, a fronte di una così volutamente spiccata ‘monotonia’, la proposta dei Nostri suona, al contrario, estremamente ricca, completa e densa di suggestioni, cartina di tornasole del talento di una band che, evidentemente, ha ben chiaro in testa il sound che vuole ottenere, ed è in possesso di tutte le abilità necessarie a dagli vita nel modo più efficace ed appagante possibile.
Risulta, infatti, davvero difficile immaginarsi degli amanti di questo modo di intendere il black metal che siano capaci di trattenere il proprio entusiasmo di fronte alla carica necromantica e transdimensionale di brani quali “Venus In The Capricorn”, “Red Eyes Behind The Window” e “Afterdeath Journey”. L’aura sinistra della proposta dei Selenite Scrolls ha la capacità di afferrare immediatamente l’ascoltatore alla gola e non lasciarlo più fino alla fine dell’album, trasformando pulsioni primordiali in musica per palati fini e viceversa, in un continuo susseguirsi di visioni spettrali e abissi dall’infinito, mortifero fascino.
Specchio perfetto di quanto poc’anzi enunciato risulta essere la – quasi – conclusiva “Bizarre Saturnalia”, brano costruito attorno a semplici e reiterati arpeggi di chitarra riverberati che i Nostri riescono a trasformare in un viaggio cosmico di morte e rigenerazione di rara intensità, splendido suggello di un album a tratti quasi sorprendente per concretezza, potenza immaginifica e visione d’insieme.
I Selenite Scrolls hanno partorito una piccola gemma oscura che tutti gli amanti del black metal più altero, ricercato e ‘puro’ farebbero bene a non lasciarsi sfuggire. Elitari e totalizzanti.
