8.0
- Band: SENTENCED
- Durata: 00:59:57
- Disponibile dal: 21/10/2007
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: EMI
Spotify:
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A chiudere la serie di ristampe dei Sentenced ad opera della valorosa Century Media ci pensa “Crimson”, pubblicato nel gennaio del 2000 e vera e propria summa di quanto costruito e perfezionato sui due album precedenti. L’album, forte finalmente di una ottima produzione (complice oggi la rimasterizzazione di Ulf Horbelt), palesa una invidiabile coesione tra i pezzi, così legati tra loro da far sospettare la presenza di un concept sottostante. E’ invece il livello di perizia compositiva dei Nostri a rendere tutto così lineare, quasi monolitico, per supportare a dovere la ormai matura voce di Ville Laihala, ora definitivamente concentrato sulla sua interpretazione, lasciando in disparte passate velleità di semplice emulo di nomi ben più grandi. “Crimson” è un susseguirsi di pezzi uno più bello dell’altro, su tutti il singolo “Killing Me Killing You” (qui presente anche come ‘video clip enhancement’), pezzo dotato di uno dei ritornelli più potenti che il gothic metal possa offrirci, seguito a ruota da “Broken”, altro classico riproposto nei vari live della band. Pessimismo e rassegnazione sgorgano abbondantemente da ogni nota, da ogni passaggio, da ogni parola, senza tuttavia lasciarci mai un senso di qualunquismo e di opportunismo, come capita spesso quando ci si trova davanti a gruppi tutti morte e dolore. Ascoltate la heavy “My Slowing Heart” (Megadeth meets Paradise Lost) per capire di cosa stiamo parlando: un riffing cadenzato ma heavy all’inverosimile scandisce i battiti di un cuore malato, come ci dice Ville nelle drammatiche liriche. Una sensazione di calore ci circonda, anche davanti a tali tematiche, proprio come ci suggerisce l’artwork di questa strepitosa ristampa: magma serpeggiante, che fiero del suo impareggiabile colore e della sua incommensurabile forza si riversa in un fiume inesorabile, coprendo e distruggendo tutto ciò che incontra. Questo rappresenta “Crimson” per il sottoscritto. Un insieme di pezzi che, legati insieme da un filo rosso quanto la lava, avanzano senza alcuna paura verso la consacrazione definitiva. E la nostalgia per una band così valida cresce a dismisura…
