7.0
- Band: SEPULCHRAL CURSE
- Durata: 00:39:39
- Disponibile dal: 28/02/2025
- Etichetta:
- Dark Descent
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Ai Sepulchral Curse è servito nemmeno un anno e mezzo per sfornare un seguito al precedente “Abhorrent Dimensions”, uscito per Transcending Obscurity a fine 2023. Vediamo in sostanza cosa è cambiato per i nostri finlandesi in questo periodo di tempo: formazione intatta, tra cui due ex Solothus e sound sostanzialmente invariato; cambio invece di label, dall’indiana Transcending Obscurity, appunto, alla ben più quotata americana Dark Descent che, possiamo dirlo, ha proprio contribuito a ricostruire un certo tipo di death metal a partire da metà anni 2010.
Se quella del 2025 sia la stessa Dark Descent di una volta e se i Sepulchral Curse ne guadagneranno potrebbe essere argomento di un lungo dibattito, ma quel che conta in questa sede è che i nostri si dimostrano una band che ci crede parecchio, visto il movimento che stanno mettendo in piedi fra full, split e una certa presenza in tour. Dopo diversi ascolti “Crimson Moon Evocations” si dimostra migliore del precedente disco perché, mantenendo lo stesso stile, affina il songwriting e semplicemente inanella brani più memorabili dei precedenti: per citarne qualcuno, “House Of The Black Moon”, “The Locust Scar” e la conclusiva, opprimente e strutturalmente complessa “Crimson Passage”.
Come detto però, non aspettatevi niente di rivoluzionario: il blackened death metal di matrice nordica dei nostri è sempre lo stesso e si basa su un numero esiguo di elementi che al massimo si combinano in maniere differenti nei quaranta minuti totali. Parliamo di voci cavernose, riff serrati e tempi in blast beat alternati a marce più solenni, molto spesso accompagnate da tappeti di doppia cassa.
I riferimenti sono un po’ sempre quelli: Sulphur Aeon, Corpsessed, Lantern anche se noi, come progenitori, ci abbiamo sempre sentito le melodie delle chitarre dei vecchi Hypocrisy – un vero e proprio trademark per un certo tipo di death metal dalle atmosfere dense e a volte quasi malinconiche.
A questo proposito, di momenti più teatrali e rallentati “Crimson Moon Evocations” è ben fornito – più del precedente lavoro – e a conti fatti è una delle armi vincenti che invogliano l’ascoltatore a premere nuovamente ‘play’.
A proposito di possibili difetti, invece, l’approccio vocale piuttosto estremo è davvero troppo piatto e monocorde, almeno a nostro giudizio. Ancora buona invece l’intuizione di non eccedere con i tempi dei pezzi, sette per un totale di poco meno di quaranta minuti: i Sepulchral Curse sono in grado di strutturare canzoni non sempre lineari ma allo stesso tempo non eccessivamente complesse, e il risultato è quasi sempre soddisfacente.
Se si trovasse modo di variare un po’ l’approccio vocale, ci potrebbe essere altra crescita. Speriamo, dai.
