7.0
- Band: SEPULCRUM
- Durata: 00:38:51
- Disponibile dal: 17/03/2023
- Etichetta:
- Chaos Records
Debut album per i Sepulcrum, a tre anni di distanza da un EP, “Corpse Dividing Holes”, che li ha prontamente introdotti nella mappa della sempre più esaltante scena death metal cilena. Il primo full-length del quartetto originario di Puerto Montt potrebbe essere definito come il tentativo di consolidare le influenze appartenenti al versante più old school di questi musicisti in un disco compatto e senza fronzoli, espressamente indirizzato ai cosiddetti die-hard fan del genere.
Un paio di questi ragazzi militano o hanno militato in un altro interessante gruppo del circuito cileno, i prog death metaller Hallux Valgus, tuttavia delle derive sperimentali e degli orditi atmosferici presenti nel repertorio di questi ultimi, qui vi è poca traccia. I Sepulcrum sembrano essere nati per suonare alla vecchia maniera, tanto che “Lamentation of Immolated Souls” ruota sostanzialmente attorno a una continua rielaborazione del sound dei Morbid Angel più classici. Lo stile del quartetto ricerca la profondità e il mood vischioso di un disco come “Altars of Madness”, provando a canalizzare queste formule estremamente tradizionali verso un minimo di modernità grazie a una produzione fresca ed accessibile. Il materiale dei Sepulcrum attinge dunque senza pudore dagli insegnamenti di Trey Azagthoth, concentrandosi soprattutto su quelle strutture circolari e quelle impalcature grottesche su cui si attorcigliano riff sempre più crudi e maligni. La componente visionaria introdotta ed esplorata dalla seminale formazione statunitense in una buona fetta della sua carriera qui non viene omaggiata dai ragazzi sudamericani, i quali preferiscono invece concentrarsi su composizioni rustiche e ricche di vigore. Non manca tuttavia un minimo di giudizio alla base di un songwriting che, per quanto poco originale, sa muoversi con scioltezza, lambendo a tratti atmosfere maggiormente stratificate e alcune apprezzabili variazioni melodiche.
Davanti a un lotto di brani semplicemente derivativo, non esiteremmo a parlare di un mero riciclaggio compositivo: tuttavia, le tracce più lunghe di “Lamentation of Immolated Souls” – vedi “Legion’s Mandate”, “Slitting Coagulated Mass” o “Sick Delusion” – riescono a mostrare un filone narrativo il cui senso acquista sempre più forza ed efficacia con il passare dei minuti, tanto da lasciare una concreta impressione di competenza e compiutezza al termine dell’ascolto.
Al di là del prevedibile impianto percussivo, i Sepulcrum sanno insomma dove mettere le mani, consegnandoci un lavoro tanto tradizionale quanto scorrevole, ideale per chi non può fare a meno di una “Lord of All Fevers and Plague” almeno una volta a settimana.
