7.0
- Band: SEPULTURA
- Durata: 00:33:15
- Disponibile dal: 10/11/1986
- Etichetta:
- Cogumelo Records
Nell’anno d’oro del thrash – il 1986 – durante il quale escono almeno quattro pietre miliari del genere (“Master Of Puppets” dei Metallica, “Reign In Blood” degli Slayer, “Peace Sells…But Who’s Buying?” dei Megadeth e “Pleasure To Kill” dei Kreator), i nostri Sepultura esordiscono su full-length con il diabolico “Morbid Visions”, sublimazione e contemporaneo canto del cigno della prima incarnazione della band: il suono drammaticamente rozzo di “Bestial Devastation” viene in questa sede migliorato e perfezionato, sebbene non si possa ancora assolutamente parlare di album epocale, considerato anche l’anno di uscita, particolarmente ricco di capolavori della musica estrema. Si tratta comunque di un disco importante e fra i più violenti del periodo, che avvicina i Seps alle sonorità frenetiche e martellanti per le quali saranno apprezzati maggiormente in seguito. I riff sono parecchio incisivi e più ispirati rispetto alla prima release, Igor picchia come un forsennato e si trascina dietro tutto il resto del gruppo per una discesa all’Inferno senza ritorno, Max urla indemoniato come non mai e la frenesia esecutiva che avvolge tutto il platter è letteralmente palpabile, nella più longeva tradizione dello speed-thrash del tempo che fu. Parlare di thrash puro forse non è propriamente esatto, in quanto “Morbid Visions” contiene anche parecchio death metal e (puerili) tematiche proto-black metal – la band per fortuna ha abbandonato i nickname da rituale satanico – ma ciò che è certo è che da queste note prende forma il primo classico della formazione carioca, quella “Troops Of Doom” tuttora eseguita dal vivo. In verità, pezzi più articolati e lunghi quali “War” e “Crucifixion” sono anche migliori della succitata traccia, ma probabilmente l’aver continuato a riproporla costantemente in concerto, e l’averla poi ri-registrata nel 1990 per la ristampa via Roadrunner di "Schizophrenia", ha contribuito alla creazione del ‘mito’ e alla sua durata nel tempo… La produzione, nonostante risenta ancora dell’inesperienza del gruppo e della mancanza di valide strutture in Brasile, emana un fascino malvagio e underground che rende il tutto ancora più marcio e sulfureo. “Morbid Visions” pone quindi fine alla carriera del primo nucleo dei Sepultura, quando il chitarrista solista Jairo T. decide di lasciare il gruppo; al suo posto, per il lavoro successivo intitolato proprio “Schizophrenia”, verrà reclutato il guitar roadie di Max, un tale di nome Andreas Kisser…
