6.5
- Band: SEPULTURA
- Durata: 00:16:29
- Disponibile dal: 24/04/2026
- Etichetta:
- Nuclear Blast
Che siano queste quattro tracce le ultime che sentiremo mai a nome Sepultura? Coi telefonatissimi colpi di scena dell’industria musicale, tra reunion, tour celebrativi, dischi dell’addio e del post-addio, non si può mai sapere. Ma restiamo alle notizie che abbiamo per le mani, e mettiamoci l’animo in pace con l’idea di mettere nel lettore per l’ultima volta un ‘disco’ dei Seps.
L’EP si compone di quattro tracce molto poco ‘alla Sepultura’ a dire la verità, e la cosa non si può dire che non sia coerente con le dichiarazioni di Andreas Kisser, che parla di canzoni nate senza grossi progetti, durante jam in tour e i soundcheck, anche grazie all’apporto e alla linfa giovanile del ventiquattrenne Greyson Nekrutman dietro le pelli.
La verità è che l’idea che traspare ascoltando “The Cloud Of Unknowing” è di quattro brani pubblicati senza un vero motivo, quattro brani piuttosto liberi dalle aspettative e dalle convenzioni, quattro modi diversi di intendere la propria musica; nell’ottica di antipasto di un nuovo disco sembrerebbe un mezzo passo falso, ma nell’idea di pubblicare un ultimo lavoro (un ultimo Ep, e non un Ep di addio: qui sta la differenza, secondo noi), non sembra nemmeno così male.
Sia chiaro, se ci si aspetta qualcosa di vagamente simile ai Sepultura di una volta si casca male: le canzoni non sembrano voler accontentare né i nostalgici né nemmeno chi ha apprezzato l’ultimo paio di dischi di inediti, decisamente più che buoni. No, i Sepultura sembrano semplicemente fare quello che gli va, senza stare troppo a sottilizzare, permettendosi di licenziare con leggerezza dei brani che non resteranno in nessuna enciclopedia del metal, in nessun annale, che probabilmente si divertiranno a suonare in questo tour e poi manderanno nel dimenticatoio dei brani mediocri.
Non sono così malaccio comunque: dall’aggressiva e slayeriana “All Souls Rising”, col suo incedere hardcore e una pausa orchestrale a tagliare il brano in due, si passa alla power ballad (si, stiamo ancora parlando dei Sepultura) “Beyond The Dream”, con una prova vocale pulita da parte di Green che – ci perdonino gli irriducibili di “Arise” – a noi è pure piaciuta.
Il brano è pregno di un’aria malinconica da metà anni Novanta, con un ritornello che pure ci riporta a quella decade e al rock/metal da classifica alternative, ricordandoci quasi certe arie dei Metallica di “Load” che non i Sepultura dell’epoca; e, forse più degli altri, ci racconta quanto questo pugno di canzoni non siano nate per accontentare nessuno se non i loro autori.
I quasi tre minuti di “Sacred Books” formano invece un episodio piuttosto impalpabile all’inizio, ma che prende una piega interessante quando si intromette un pianoforte in coda alla chitarra, diventando se non memorabile, quantomeno interessante. “The Place” è invece il brano più lungo e meno ispirato dei quattro: in esso non accade nulla di così particolare, è quello idealmente più intricato del lotto ma anche meno intrepido, nel quale la sperimentazione sembra un po’ una scusa per coprire dei passaggi bruttarelli e poco ispirati – il brano più ‘jam’ dell’EP, per il quale però non sarebbe stato male ragionare sull’effettiva necessità di registrare dei giri così fiacchi (a parte un bel riff ad introdurre una parte finale non così male, sempre in odore di Sepu-Slayer).
Insomma, un EP corto – poco più di un quarto d’ora – che non sembra voler portare messaggi né rimpianti, non pare un disco ‘d’addio’ né una dichiarazione d’intenti: solo quattro brani che si fanno ascoltare pur senza lasciare grandissime tracce del proprio passaggio; non eccellenti, non scadenti, gradevoli nella sfacciata noncuranza con la quale sono stati scritti, deludenti se associati al nome sulla copertina anche al netto delle ultime audaci prove che erano “Machine Messiah” e “Quadra”, dove di certo la band non ha avuto paura di osare.
Capiremo chi apprezzerà questo EP così come capiremo chi lo odierà, e forse per una volta la ragione potrebbe stare da entrambe le parti.
