SERJ TANKIAN – Elect The Dead

Pubblicato il 23/10/2007 da
voto
7.5
  • Band: SERJ TANKIAN
  • Durata: 00:45:09
  • Disponibile dal: 23/10/2007
  • Etichetta:
  • Distributore: Warner Bros

Qualcuno ve l’aveva detto. Parliamo di un doppio album, di sindrome da “Use Your Illusion”, di prendi i soldi e scappa. La pubblicazione ravvicinata di Mezmerize/Hypnotize, seguita da una serie di concerti in discesa libera, ha segnato la separazione annunciata (dire definitiva è prematuro) dei System Of A Down. Il primo a farsi avanti, nemmeno troppo tempo dopo, è Serj Tankian, in un solista levigato in maniera artigianale e dato in pasto agli affamati di SOAD: l’irsuto vocalist ha curato in pratica ogni aspetto di questo disco, con sporadici aiuti tra cui quelli, in alcune tracce di batteria, dell’amico-compagno John Dolmayan e di Brian “Brain” Mantia (Primus).  Sin dalle prime note “Elect The Dead” sembra voler dimostrare chi erano veramente i System: Tankian si allontana di pochi passi dalla formula della sua formazione originaria, facendo navigare la propria voce, ovvia protagonista, in territori rock/speed punk, tinteggiati da vibranti cori al rallenty, sapori e scale orientaleggianti, filastrocche acide. Sono presenti in maniera diffusa, inoltre, brani ultra penetranti e melodie avvincenti, senza riempitivi o sperimentalismi prolissi. Nulla di nuovo insomma. Una mossa del genere mette al sicuro le vendite, ma al contempo non fa che evidenziare, in maniera piuttosto ingenua, come la controparte heavy sia nettamente impoverita, mancando della schizoide ispirazione, della tecnica e delle schegge metalliche del suo ex compagno, e presentando un’auto-indulgenza eccessiva nella ripetizione degli insistenti ritornelli. Resta il fatto, ed è l’esclusiva salvezza del disco, che Serj Tankian è un fottuto fuoriclasse. La sua voce è unica, vellutata, versatile e profonda, e grazie a questa l’artista riesce ad essere squisitamente raffinato in tutte le salse, nell’energetica “Money” quanto nelle melodie diffuse (su tutte “Empty Walls” e “Saving Us”). Volete i SOAD? Ecco “Beethoven’s C***”, e “The Unthinking Majority”.  Oltremodo gradevoli sono le parti di piano, presenti in molte tracce, che riescono ad essere sempre preziose e delicate, pure nella sperimentale “Praise the Lord and Pass the Ammunition”, unico vezzo concesso a se stesso da un artista che si temeva essere eccentrico nel senso della parola più vicino ad “esclusivo”: si scopre  invece che non c’è un singolo pezzo brutto in “Elect The Dead”, e non c’è un pezzo che, nonostante la calcata politicizzazione, possa essere ostico ai suoi ammiratori. Ora non resta che aspettare la risposta del vero cavallo pazzo, quel Malakian che ha graffiato gli ultimi capitoli dei System, più carico di aspettative ogni giorno che passa… nel frattempo godiamoci questo accessibile Serj, che desidera tanto ricordarci perché piace.

TRACKLIST

  1. Empty Walls
  2. The Unthinking Majority
  3. Money
  4. Feed Us
  5. Saving Us
  6. Sky is Over
  7. Baby
  8. Honking Antelope
  9. Lie Lie Lie
  10. Praise the Lord and Pass the Ammunition
  11. Beethoven's Cunt
  12. Elect the Dead
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