SERPENT EATER – Vanitas

Pubblicato il 20/12/2019 da
voto
6.0
  • Band: SERPENT EATER
  • Durata: 00:36:23
  • Disponibile dal: 17/01/2020
  • Etichetta: Wooaaargh
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Avevamo lasciato i Serpent Eater nell’ormai lontano 2013 con un disco, “Hyena”, intento a filtrare spiccate velleità extreme metal attraverso il sound arrembante di primi Mastodon, Kylesa e compagnia sludge ‘evoluta’, sottolineandone l’urgenza espressiva e il gusto in sede di arrangiamento e rifinitura melodica. Li ritroviamo oggi, sei anni più tardi, in una veste che se da un lato non può essere definita al 100% standard, dall’altro lascia un po’ di amaro in bocca, almeno in proporzione alle aspettative suscitate dal sopracitato esordio. Licenziato da un’autentica cordata di etichette underground, “Vanitas” ci mostra il gruppo tedesco alle prese con una raccolta di brani che inverte il dosaggio degli elementi rispetto al passato: se un tempo i guizzi black e death metal rappresentavano i plot twist della narrazione, esaltando le successive ripartenze sludge e crust/hardcore, oggi ci troviamo alle prese con una sorta di metallo della morte cadenzato e dalle atmosfere annerite, da cui sporadicamente si affacciano soluzioni emozionali più vicine al vecchio catalogo. Con ogni probabilità, il massiccio ricambio di musicisti in line-up (rinnovata per tre quinti) avrà avuto il suo peso nello spostamento verso i lidi di Bolt Thrower e Darkthrone del periodo “Panzerfaust”, ma anche volendo accogliere in maniera positiva il cambiamento – posizione di per sé rispettabile – la tracklist finisce ugualmente per smorzare gli entusiasmi in virtù di un songwriting impacciato e tentennante, mai davvero in grado di esplodere e lasciare il segno. Di certo non aiutati da una performance al microfono sotto le aspettative (specie per quanto concerne le screaming vocals), gli episodi si limitano al cosiddetto compitino, inanellando riff e ritmiche un po’ troppo simili fra loro e indovinando poche trame a livello melodico, le quali – di contro – avrebbero potuto imprimere verve e profondità al tutto. In definitiva, un brusco stop per quella che fino a poco tempo fa reputavamo una delle realtà più interessanti del sottobosco teutonico, la quale ci auguriamo riacquisti presto confidenza nei propri mezzi per realizzare un seguito migliore.

TRACKLIST

  1. Echo Chamber
  2. Hook Blind
  3. Ten Floors Down
  4. Hypnos
  5. Dead Spiritualist Silent
  6. Dunkelziffer
  7. Lurking Fear
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