SERPENTS OATH – Revelation

Pubblicato il 05/12/2023 da
voto
8.0
  • Band: SERPENTS OATH
  • Durata: 00:47:06
  • Disponibile dal: 20/12/2023
  • Etichetta:
  • Odium Records

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Dopo tre album di alto livello non si dovrebbe parlare più di rivelazione per i Serpents Oath, ma in questo caso sono loro stessi a tirare in ballo questa parola intitolandoci il loro terzo lavoro, “Revelation” appunto. Nati come trio, dopo l’ottimo esordio “Nihil”, i Serpents Oath sono diventati un combo di cinque membri molto affiatati e abili nel creare un mondo sonoro tanto violento quanto intrigante: anche in questo caso, il significato da dare al titolo usato è quello, ovviamente, di matrice religiosa, ovvero di una manifestazione divina che svela i suoi disegni all’uomo, incapace altrimenti di perscrutarli con il solo uso della ragione.
Che sia “Colui che porta la Luce” ad ispirare il black metal di questi belgi non ci sono dubbi e bisogna dire che la rivelazione portata dall’angelo caduto ai Serpents Oath è una verità rivelata tanto illuminante quanto rivoluzionaria e distruttiva. Per questo fine 2023 ed il periodo di festa alle porte, infatti, non c’è niente di meglio di chi soverchia l’ordine delle cose e guarda il mondo dal basso verso l’alto; in questo senso i Serpents Oath sono abili maestri nel far piombare tutti in un regno dei cieli profanato, in cui il padrone è stato spodestato e rimpiazzato.
Per capire cosa veramente si annidi negli animi di questi cinque ragazzi belgi c’è un’immagine capace di descrivere tutto ciò e che vale più di mille parole: è lo sguardo dell’angelo (caduto) del dipinto “The Fallen Angel” di Alexandre Cabanel. Nel black metal infernale dipinto con note al vetriolo di “Revelation” c’è odio, ira, disperazione ed una promessa di rivalsa e vendetta a caro prezzo, in cui non varrà sicuramente la misura biblica dell’occhio per occhio, ma sarà ben maggiore dell’onta subita.
L’artwork, intrigante, è opera di Néstor Avalos (Dark Funeral, Rotting Christ, Varathron e altri), mentre la registrazione fatta al Project Zero Studio sa esaltare le qualità stilistiche della band evidenziando il riffing trascinante ed una più che discreta violenza demoniaca, i cui punti di riferimento sono sempre gli stessi, ovvero Marduk per la violenza e Dark Funeral per le atmosfere sulfuree.
Non c’è innovazione nel sound dei Nostri, e non ci deve essere perché la devozione è figlia della coerenza, ed il black metal per loro è quello dei ‘padri’ citati in precedenza, ai quali si potrebbero aggiungere anche i Gorgoroth di alcune release storiche.
Dopo la breve introduzione si parte subito con “Blood Covenant” che ha proprio di compito di un’opener, ovvero quello di rompere il ghiaccio. Non valutate la release da questo primo brano in quanto è violento, ma è anche piuttosto semplice e non possiede le diverse sfaccettature contenute nei momenti successivi: dopo questa prima, iniziale marzialità in stile Marduk, ci si addentra maggiormente nel percorso che porterà alla rivelazione.
Passaggi fondamentali di questo cammino sono diversi, ad iniziare da “Gateways To Tiamat” il cui riffing portante ci porta ad indagare i misteri antichi del passato, ma è anche capace di creare una discreta dose di pathos ancestrale. Arriva poi la devastante “Purification Through Fire”, portatrice di una forza distruttrice che ha in sé il germe del rinnovamento. La bellezza suadente e pericolosa di “Drakonian Gnosis” è una delle tappe fondamentali dell’album e sembra aprire la strada nell’animo ai concetti di logos, fede, eresia, gnosticismo, celebrazione dell’Abisso, tutti temi che fanno parte di questo passaggio rituale per arrivare a carpire il significato più intimo di “Revelation”. Il richiamo della Bestia su “Path Of The Serpent” si fa via via sempre più pressante, grazie ad una commistione perfetta di velocità, melodie diaboliche e cambi di tempo che risultano essenziali nell’aumentare in misura esponenziale un’atmosfera di fondo sempre e comunque luciferina.
Non ci sono in giro così tanti gruppi in grado di dare tanta intensità e violenza al loro black metal, se questo album uscisse sotto un moniker di un gruppo internazionale blasonato si griderebbe senza dubbio al capolavoro. Invece i Serpents Oath restano per il momento nascosti nell’underground e per questo sono ancor più attraenti. Se continuano di questo passo, però, quando si parlerà di black metal belga bisognerà accostare agli Enthroned anche il nome Serpents Oath.
Il voto in calce che leggete è anche figlio della volontà di voler premiare una band che in poco tempo ha davvero prodotto ottimi lavori e sta bruciando le tappe. Ad ulteriore testimonianza di ciò, anche una canzone black metal con le sue melodie non originali come “Cult Of Death” diventa un capitolo degno di nota, grazie a questa carica esplosiva e occulta che il quintetto belga è in grado di dare a tutte le sue canzoni.
Sofferenza, dolore, odio, sacrificio ed infine trionfo: la rivelazione dei Serpents Oath porta al capovolgimento dell’ordine stabilito, alle tenebre che adombrano la luce. Stavolta per sempre.

TRACKLIST

  1. Invocatio Genesis
  2. Blood Covenant
  3. Gateways To Tiamat
  4. Purification Through Fire
  5. Invocatio Apocalypsis
  6. Beyond The Void
  7. Drakonian Gnosis
  8. Path Of The Serpent
  9. Invocatio Resurrectio
  10. Cult Of Death
  11. Unto Typhon
  12. Pandaemonium
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