8.5
- Band: SETHERIAL
- Durata: 00:43:36
- Disponibile dal: 01/07/2003
- Etichetta:
- Regain Records
- Distributore: Spin-go
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Album black metal del 2003? E perché no? Chi lo vieta? Ah be’, c’è qualcuno che aspetta ancora grandi cose dai Dimmu Borgir (se ancora li vogliamo considerare black metal), ma onestamente è difficile credere all’uscita imminente di un nuovo “Enthrone Darkness Triumphant”. E allora diciamolo, i Setherial si meritano questo piccolo Oscar della musica oscura, e non solo per via della concorrenza non proprio spietata di questo ultimo periodo. Certo, l’underground è pieno zeppo di valide band black metal e presto qualcuna di queste si farà sentire, ma per il momento i Setherial dominano inaspettatamente la scena. Qualcuno potrà storcere il naso e pensare: “Bah, sono svedesi…”, “Sono la fotocopia dei Dark FUneral”, “Non sono true” e così discorrendo. Su una cosa nessuno potrà mai ridire: i Setherial spaccano! Un album così intenso forse solo gli ultimissimi Enthroned sono stati capaci di procrearlo, ma il sangue che scorre nelle vene del gruppo belga è contaminato da tanto thrash, mentre qui ancora non accade. “Endtime Divine” è apocalittico in ogni suo aspetto, un passo verso la fine che i Setherial non temono di fare. Nel frattempo i Setherial hanno fatto un passo avanti anche come maturità stilistica rispetto al pur validissimo “Hate Eternal”. Il predecessore di “Endtime Divine”, infatti, era un po’ troppo monocromatico, massiccio sì, ma troppo impastato e omogeneo. Le linee di chitarra dei Setherial si sono rianimate, non siamo tornati agli irragiungibili livelli del debut “Nord…” (ancora non l’avete sentito?!), ma ci sono gran bei giri di chitarra. Dinamico, melodico e cattivo allo stesso tempo, il combo svedese stavolta si avvale di una produzione ferale. Glaciale, limpida, tagliente, qualitativamente molto buona, ottima per evidenziare le qualità di questo piccolo gioiello di arte nera. Davvero difficile citare una canzone su tutte, forse “…Of Suicide”, ma già dalle prime note del brano di apertura “Crimson Manifestation” si respira un’aria infernale, si sente la lama penetrare nella carne da dietro la schiena, si respira l’odore acre della fine. Fantastico lo stacco in “Subterranean” seguito da un’incredibile accelerazione del buon Mysteriis alla batteria. Si erano perse ormai le tracce di questi Setherial, evidentemente stavano partorendo qualcosa di geniale, come puntualmente si è avverato. Questo non voler essere presenti sul mercato ad ogni cambio di stagione piace, significa che la band guarda alla qualità: un atteggiamento simile un po’ a quello dei cugini Dark Funeral. A proposito, i Dark Funeral devono iniziare a stare attenti, perché questa band fa sul serio. Piacciono pure le metriche adottate nel cantato, molto veloci e capaci di creare piacevoli momenti, non il solito cantato scontato con parole dette a caso sui passaggi di chitarra. La maturità in fase di songwriting si incontra anche nelle parti più lente dei Setherial che forse hanno capito che si può essere granitici anche se si cambia il ritmo una volta ogni tanto. I Setherial assomigliano sempre più a quel terrificante ‘feralis exercitus’ descritto dallo scrittore latino Tacito quando descriveva i guerrieri del popolo settentrionale (guarda caso) degli Harii. Combattenti dipinti di nero che attaccavano solo di notte, un esercito dei morti nato per compiere le scelleratezze più inaudite. “Endtime Divine”: senza lo sguardo degli dèi i misfatti possono essere perpetrati all’infinito… mastodontico.
