8.0
- Band: SETHERIAL
- Durata: 00:50:44
- Disponibile dal: 01/05/2003
- Etichetta:
- Napalm Records
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Questo “From The Ancient Ruins” non è il tanto agognato nuovo album della black metal band svedese (che ad ogni modo è in dirittura d’arrivo), bensì la ristampa del mitico demo con in più tre favolose bonus track non incluse nel devastante “Hell Eternal”, ultimo act dei Setherial risalente ormai a parecchi anni addietro. Iniziamo proprio col parlare di queste tre perle nere di black metal atmosferico: lente, oppressive, melodiche, monolitiche, tre fiamme oscure di un’intensità difficilmente riscontrabile in parecchi gruppi, ormai, mentre “The Beyond” è contaminata dalla melodia death in pieno swedish style, “The Ancient Ruins” racchiude tutto il fascino arcano, magico, dei potenti simboli runici, e uno stacco con sole chitarre e tastiere poi dona un alone davvero tenebroso ad una canzone veramente degna di attenzione. Gli altri sei brani sono qualcosa di assolutamente spettacolare! Il demo dei Setherial è un cimelio dal valore inestimabile anche se la band non ha scritto la storia come invece hanno fatto altre band… di sicuro, però, Lord Mysteriis & co. hanno dato alle tenebre tre capitoli irrinunciabili per atmosfera e freddezza. Complimenti alla Napalm Records che mette a disposizione questo capolavoro (soprattutto se si pensa che si tratta di un demo) a quanti non hanno avuto la fortuna di aggiudicarsi un nastro andato bruciato dai fan e da anni ormai esaurito. L’intro è da brividi, un’atmosfera da sogno creata con un arrangiamento minimale di chiatarre e tastiere ma dallo spessore elevatissimo, un richiamo oscuro che sfocia poi in una canzone estatica, sospesa tra bestialità e sinfonia. Come non rievocare il debut dei Dimmu Borgir “For All Tid” ascoltando “A Hail To The Faceless Angels” (canzone che dava il titolo al demo)? I Setherial prima maniera avevano quell’atmosfera simile alla band norvegese pur essendo meno sinfonici ma più votati alla melodia, in charo stile svedese. Un cd da amare, riascoltare fino alla nausea (..quale nausea?!) che vi farà viaggiare indietro nel tempo, agli albori di un genere musicale che aspira all’immortalità… di cui qui si può sentire un esile soffio.
