SEVEN WITCHES – Passage To The Other Side

Pubblicato il 25/03/2003 da
voto
7.0
  • Band: SEVEN WITCHES
  • Durata:
  • Disponibile dal: 25/03/2003
  • Etichetta:
  • Noise Records
  • Distributore: Self

Ecco di nuovo presentarsi i Seven Witches di Jack Frost (ricordato dai più soprattuto per la fugace apparizione nei Savatage e la successiva esclusione a favore del ritorno di Al Pitrelli) a due anni di distanza dal precedente “Xiled To Infinity And One”, sempre dediti ad un heavy metal roccioso e di derivazione americana, anche se questa volta si registrano nel loro sound forti influenze priestiane (ultimamente annoverare visibilmente tra le proprie influenze Halford & co. sembra essere una moda…). La prima cosa da registrare in merito a questo nuovo prodotto è il cambio di line-up: Jack stavolta ha fatto le cose in grande, e si è circondato di due volti più che noti all’interno della scena americana, e cioè Joey Vera al basso (Armored Saint, Engine e Fates Warning) e il singer James Rivera (Helstar, Flotsam & Jetsam e Destiny’s End). Da una formazione del genere, se da una parte non si aspettano particolari innovazioni viste le band in cui i singoli componenti hanno militato, comunque c’è da attendersi una grande prova per quanto riguarda la tecnica e la qualità delle canzoni: e se il primo punto, per quanto può esserlo in un gruppo heavy metal, non è stato disatteso, per la seconda condizione c’è qualche dubbio, perché questo altro non è che il solito album di heavy metal, capace di emozionare per alcuni ascolti (soprattutto coloro che si nutrono abitualmente di queste sonorità, rivolgendosi ad un passato lontano più di dieci anni) ma che poi si rivela scontato ed anche abbastanza evitabile. Insomma, questo è il classico disco ‘carino, ma nulla più’, dalla discreta qualità che si tiene buono per qualche ascolto, ma che poi finisce inevitabilmente nel dimenticatoio, soprattutto grazie ad una manciata di canzoni poco riuscite… le condizioni per fare qualcosa di veramente bello c’erano tutte, e mi riferisco a pezzi come l’opener “Dance With The Dead”, alla priestiana “Mental Messiah” (in cui abbiamo la grande prova di un James Rivera intento ad emulare l’Halford più cattivo) e all’ottima “Fever In The City” (altro pezzo molto tirato, dotato di un refrain molto azzeccato). Peccato per la presenza di pezzi piuttosto ‘flosci’ come, per fare alcuni esempi, “Apocalyptic Dreams” e “Deranged”, che risultano piuttosto piatti e sanno di filler messi lì apposta per riempire i 40 minuti d’ordinanza del disco. Quello che rimane è ancora una volta il buon lavoro di una band che, anche con questa super-formazione, si attesta su livelli qualitativi medio-alti come nei precedenti lavori, senza però certo fare il classico ‘botto’ che ci si aspetta dopo una manciata di buoni dischi. Ennesima discreta prova di un gruppo onesto: aficionados, fatevi avanti.

TRACKLIST

  1. Dance With The Dead
  2. Mental Messiah
  3. Johnny
  4. Apocalyptic Dreams
  5. Fever In The City
  6. Deranged
  7. The Last Horizon
  8. Nature's Wrath
  9. Wasted
  10. Passage To The Other Side
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