8.0
- Band: SEVEN WITCHES
- Durata: 00:42:01
- Disponibile dal: 20/09/2004
- Etichetta:
- Sanctuary Records
- Distributore: Edel
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Il sottoscritto ricorda ancora con piacere la recente fatica targata Seven Witches, quel “Passage To The Other Side” che, seppure non eccelso, aveva riconfermato pienamente le doti di songwriter di Jack Frost dopo le già buone prove precedenti su disco. Ebbene, la sorpresa è veramente tanta, di fronte all’ascolto del nuovo “Year Of The Witch”, poiché tutto lasciava presumere il solito ‘buon disco e nulla più’, molto simile ai precedenti, che si limita a presentare il solito buon lotto di canzoni senza stupire certo per qualche trovata particolare, e ristretto alle solite influenze degli ormai stra-abusati gruppi guida del genere. Quello che c’è su questo nuovo lavoro della premiata coppia Frost / Rivera è invece molto di più: si parte, innanzitutto, da un lavoro svolto in fase di songwriting che stupisce già al primo ascolto, poiché il livello qualitativo delle canzoni si rivela molto alto ed in aggiunta viene presentata, senza alcuna ombra di dubbio, una maggiore varietà tra le canzoni. Si parte con “Metal Asylum”, classico anthem metallico tirato e fiero che, nonostante l’ottimo tiro, poco aggiunge a quanto detto dalla band in passato; già dalla successiva title-track, però, la band comincia a cambiare un poco direzione, sperimentando con sonorità più melodiche (ma sempre dannatamente heavy metal), che raggiungono l’apice nelle successive “Cries Of The Living” e “If You Were God”, due canzoni assolutamente spettacolari che si pongono su uno stile molto vicino a Bruce Dickinson di “Accident Of Birth”. A fare da contraltare ci pensa l’ottima “Fires Below”, song molto aggressiva (ma comunque orecchiabile) nella quale fanno a tratti capolino gli Annihilator, mentre la prima parte del disco è chiusa da “Can’t Find My Way”, una semi-ballad piuttosto semplice che trova però nelle stupende melodie e nella sua immediatezza la sua arma vincente, e si rivela una delle migliori track di “Year Of The Witch”. La seconda parte di questo cd consiste in una suite che risponde al nome di “Jacob”, nella quale la band presenta il suo aspetto più melodico, rivelando a tratti un’inusitata ed inaspettata passione per il power metal, ma riconfermando, seppure in misura minore rispetto alle canzoni precedenti – lasciatecelo dire, veramente clamorose per la loro bellezza – il suo incredibile stato di forma. In conclusione, stiamo parlando di un disco da non perdere: heavy metal fan che siete in ascolto, raccogliete questo appello e fate vostro uno dei migliori dischi di questo 2004 che, sebbene povero di lieti ritorni, ha visto alcune sorprese graditissime, delle quali “Year Of The Witch” è veramente un gustoso esempio! Comprare, comprare, comprare!
