SEVENDUST – Home

Pubblicato il 24/10/1999 da
voto
8.0
  • Band: SEVENDUST
  • Durata: 00:41:09
  • Disponibile dal: 24/08/1999
  • Etichetta: TVT Records
  • Distributore:

Estate 1999. Mentre la fine del millennio (e del mondo?) si avvicina, l’attesa per il millenium bug è scandita dalle note delle varie “Got The Life”, “Nookie” e “Around The Fur”, estremità di quell’iceberg nu-metal la cui parte emersa va sempre più allargandosi grazie al crescente successo di Korn, Deftones e Limp Bizkit. Tra le decine di band emerse in quelli anni, meritano una citazione i Sevendust, formazione di Atlanta il cui omonimo esordio, uscito un paio d’anni prima, aveva lasciato intravedere delle ottime potenzialità, che inizieranno a prendere forma proprio con “Home”, secondo lavoro uscito ad Agosto per la TVT Records. Se la title track, posta in apertura, richiama ancora le sonorità più acerbe del suo predecessore, la successiva “Denial”, non a caso scelta come primo singolo, mette subito in mostra le principali qualità dei Nostri, affiancando gli elementi tipici del genere – le chitarre chugga-chugga della coppia Connolly / Lowery e il basso iper-pompato di Vinnie Hornsby, spinte a dovere dalla produzione di Terry Date – a quelli che sono stati fin da subito i tratti distintivi del 7Dust sound, ovvero il drumming variegato del batterista Morgan Rose (autore anche dei contro-cori urlati) e, soprattutto, le inconfondibili linee vocali del carismatico singer Lajon Witherspoon, la cui timbrica marchia a fuoco i sempre più frequenti ritornelli melodici. Lo stesso copione si ripete, se possibile in maniera ancora più efficace, con “Headtrip” e l’ancora più devastante “Reconnect”, autentico pezzo da antologia del nu-metal pur rifacendosi un copione già noto (giro di basso in primo piano, chitarre stoppate nella strofa e liquide nel chorus). Le atmosfere si fanno più nervose – e, forse anche per questo, meno convincenti – con “Waffle” (scelta come secondo singolo) e “Rumble Fish”, mentre l’apice melodico dell’album arriva all’altezza di “Licking Cream”, dove la magnetica voce di Skin degli Skunk Anansie si intreccia con quella di Lajon in un duetto ‘all black’. Peccato per un paio di filler sul finale – la fin troppo rilassata “Grasp” e la più anonima “Crumbled”, oltre al trascurabile interludio “Grasshoper” – , ma la chiusura è comunque in crescendo con “Feel” e la conclusiva “Bender”, impreziosita da un Chino Moreno già in versione “White Pony”. La definitiva maturazione arriverà con i due album successivi, ma “Home” resta comunque una delle pietre miliari del quintetto di Atlanta, oltre che dell’intero movimento nu-metal.

TRACKLIST

  1. Home
  2. Denial
  3. Headtrip
  4. Insecure
  5. Reconnect
  6. Waffle
  7. Rumble fish
  8. Licking cream
  9. Grasp
  10. Crumbled
  11. Feel so
  12. Grasshopper
  13. Bender
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