SEVENDUST – Sevendust

Pubblicato il 27/10/1997 da
voto
7.0
  • Band: SEVENDUST
  • Durata: 00:48:31
  • Disponibile dal: 15/04/1997
  • Etichetta: TVT Records
  • Distributore:

1997, ovvero il battesimo del nu-metal. Certo, l’inseminazione è cominciata ad inizio anni ’90, e il certificato di nascita è datato 1994 (con il debutto dei Korn, seguito nel 1996 da “Life Is Peachy”), ma in quell’anno vedranno la luce alcuni capisaldi del genere come “Around The Fur” dei Deftones, “Three Dollars Bill” dei Limp Bizkit e l’omonimo debutto dei Coal Chamber, per descrivere il sound dei quali verrà per la prima volta utilizzato il termine ‘nu-metal’. In questo contesto, anche se con ben altro clamore mediatico, vede la luce anche il primo disco dei Sevendust, formazione di Atlanta destinata in seguito a diventare una delle più longeve (e prolifiche) dell’intero movimento. Sebbene ancora acerbo sotto parecchi punti di vista – a partire dalla produzione, lontana anni luce da quelle degli anni successivi -, “Sevendust” mostra già i prodromi di quelli che saranno i fattori critici di successo del quintetto americano: su tutti la voce black del singer Lajon Witherspoon, ma anche l’eclettica sezione ritmica formata dal batterista Morgan Rose (autore anche dei contro-cori in scream) e dal bassista Vinnie Hornsby, così come il muro di groove eretto dalla coppia d’asce Connolly / Lowery. Se a livello di songrwiting, come detto, siamo ancora lontani dalla maturità dei lavori successivi, le lyrics sono tra le migliori dell’intera discografia, trasudando una rabbia e un impegno che, come spesso avviene in questi casi, verrà meno con il passare del tempo. Tra razzismo (“Black”), dipendenze da droghe (“Wired”) e sado-masochismo (“Too Close To Hate”), i testi sono tutt’altro che banali, marchiando a fuoco pezzi ancora oggi da annoverare, alla stregua di “Bitch” e “Terminator”, tra i classici nella pur nutrita discografia dei 7Dust. Il meglio, come si suol dire, deve ancora venire, ma nondimeno il debutto omonimo dei Sevendust mostra i germogli di una band destinata ad entrare nella storia del genere dalla porta principale.

TRACKLIST

  1. Black
  2. Bitch
  3. Terminator
  4. Too Close to Hate
  5. Wired
  6. Prayer
  7. Face
  8. Speak
  9. Will It Bleed
  10. My Ruin
  11. Born to Die
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