5.5
- Band: SEVENTH WONDER
- Durata: 00:51:03
- Disponibile dal: 22/06/2005
- Etichetta:
- Lion Music
- Distributore: Frontiers
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I Seventh Wonder giungono all’agognato debutto discografico con questo“Become”, uscito per l’attivissima Lion Music. La band nasce dalleceneri dei disciolti Mankind e subito decide di improntare la propriaproposta musicale su un progressive metal molto tecnico ma anchemelodico, quasi a voler inserire suggestioni AOR all’interno di unastruttura piuttosto intricata. Dopo un paio di demo, quindi, ecco che iragazzi ci propongono questo debut, nel quale gli intenti inizialivengono ampiamente rispettati. Sin dal primo ascolto si può notare chenella band non c’è uno strumento che funga da mero accompagnamento, matutti hanno lo spazio per assoli e virtuosismi vari. Al di sopra ditutto si ergono il basso del fenomenale Andreas Blomqvist, uno deimigliori bass player che sia capitato di sentire nell’anno in corso ela voce potente di Tommy Karevik, novello Goran Edman (storico cantantedel Malmsteen di “Eclipse” e “Fire And Ice”). Se, come spesso accade,sotto il profilo tecnico non c’è nulla da eccepire, i problemi sorgonoa livello di composizione: questi Seventh Wonder sono troppo anonimiper potersi mettere in luce in una scena così affollata; anche sel’idea di miscelare il classico prog metal dei Dream Theater (quelli di“Images And Words”) con partiture a volte più melodiche (Vanden Plas),altre volte neoclassiche (Stratovarius, Symphony X, Malmsteen) non siamalvagia, i ragazzi non danno mai prova di possedere quel guizzo chepermetterebbe alle composizioni di elevarsi al di sopra della media.Quindi, tra i rimandi ai Dream Theater e al LaBrie solista di “LikeHim” e “In The Blink Of An Eye”, gli svolazzi sinfonici di “The Damned”e i richiami al rock adulto di “Temple In The Storm” e “Blinding MyEyes”, l’unica traccia realmente notevole è la lunga “What I’veBecome”, sorta di incrocio tra i Vanden Plas più oscuri, i primiThreshold e a tratti i Symphony X, con una parte centrale strumentaleda urlo. Sono davvero molte le band che formano il grande calderone delprog metal che non riescono ad emergere: se i Seventh Wonder noninseriranno nella loro proposta qualcosa di realmente interessante oinnovativo rischieranno di trovarsi anch’essi impantanati nel limbo deigruppi bravini e nulla più.
