6.5
- Band: SEVENTH WONDER
- Durata: 01:07:21
- Disponibile dal: 03/12/2010
- Etichetta:
- Lion Music
- Distributore: Frontiers
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Gli svedesi Seventh Wonder arrivano al loro quarto lavoro in studio e “The Great Escape” si presenta, fin dal primo ascolto, come il miglior album fin qui composto dal combo scandinavo. La ricetta è sempre la stessa, progressive metal costantemente in bilico tra Dream Theater e Symphony X con linee vocali (davvero strepitoso il cantante Tommy Karevik) ed un substrato sonoro fortemente debitori alla tradizione hard rock svedese. Tutte le canzoni ivi contenute risultano ben strutturate ed evidenziano la tecnica ed il gusto dei musicisti coinvolti attraverso parti soliste sopraffine; la band, pur essendo fortemente ancorata alla tradizione prog anni novanta, non disdegna tentazioni moderniste come in “The Angelmaker” o ammiccamenti ad influenze sinfoniche mutuate dai nostrani Rhapsody Of Fire in “King Of Whitewater”, tanto per citare un episodio. L’apice il gruppo lo raggiunge nella suite finale della durata di trenta minuti “The Great Escape”, composizione che non annoia neanche un minuto e che farà invidia a qualsiasi gruppo progressive. Purtroppo il disco presenta un enorme problema consistente nel fatto che anche dopo svariati ascolti non è possibile memorizzare neanche un momento specifico di ogni singola canzone, situazione dovuta alla cronica assenza di ritornelli facilmente assimilabili. Qusta pecca, nonostante “The Great Escape” presenti delle indubbie qualità, va ad abbassare la valutazione finale dell’intero CD che, ne siamo certi, piacerà comunque ai fan del progressive.
