SEVENTH WONDER – The Testament

Pubblicato il 15/06/2022 da
voto
6.5
  • Band: SEVENTH WONDER
  • Durata: 00:53:07
  • Disponibile dal: 10/06/2022
  • Etichetta:
  • Frontiers

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I Seventh Wonder avevano pubblicato nel 2018 l’album “Tiara”, un bel disco, che li rilanciava dopo una lunghissima assenza, dovuta in buona parte al fatto che il cantante Tommy Karevik era stato scelto dai Kamelot come sostituto di Roy Khan. Il nuovo full-length viene intitolato “The Testament”, un disco non troppo distante nel tempo e realizzato con la stessa line-up, ma che tuttavia presenta diverse differenze rispetto al suo predecessore. Innanzitutto, non si tratta di un concept e la struttura, in generale, appare decisamente più semplice. Inoltre, sono meno evidenti gli spunti neoclassici che ritrovavamo nel precedente lavoro e, contrariamente ad altri dischi della band, non ci sono tracce con voci femminili. Rimangono alcuni elementi prog metal, con varie divagazioni strumentali, cambi tematici e di tempo e anche con qualche passaggio più tecnico: tuttavia, si tratta di aspetti che sembrano emergere quasi a sprazzi, senza una precisa continuità tra un brano e l’altro.
L’album inizia tutto sommato anche abbastanza bene, con le prime tre che non sono niente male: “Warriors” è un’opener perfetta, subito diretta e trascinante, ma anche le successive “The Light” e “I Carry The Blame” sono alquanto accattivanti, impreziosite dalla splendida voce di Karevik ma anche con delle belle parti strumentali. Le canzoni successive presentano tuttavia un andamento un po’ altalenante: le idee sembrano essere poche e la band, non particolarmente ispirata, sembra procedere più che altro di esperienza. Così, tra i vari brani, “Reflections” è una strumentale che lascia un po’ il tempo che trova; “The Red River” è forse uno dei momenti che presenta più punti di contatto con i Kamelot, ma che a tratti sembra perdere il giusto mordente; “Elegy” è una ballata tutta basata su voce e orchestrazioni che non entusiasma. Nella tracklist spicca però anche “Invincible” – una canzone molto diretta, che si mette in evidenza per un buon refrain e una bella sezione ritmica – e qualche spunto interessante si può ritrovare in “Mindkiller”, nonchè, soprattutto, in “Under A Clear Blue Sky” (più che altro dopo il lungo arpeggio iniziale), senz’altro una delle migliori tracce del disco.
A conti fatti, i Seventh Wonder mostrano come sempre qualità e classe, però sembrano voler cercare un approccio più diretto rispetto al passato, senza dimenticare, allo stesso tempo, di essere conosciuti come una band prog metal. Si avverte quindi una sorta di compromesso tra diverse direzioni artistiche, con la conseguenza che non sempre i risultati finiscono per essere pienamente convincenti. Sia chiaro, non si tratta certamente di un brutto album, però appare per certi versi nel complesso meno intrigante rispetto a buona parte della loro discografia e rispetto a “Tiara” in particolare, anche se non va escluso che possa essere apprezzato da molti ascoltatori proprio per questa sua minore complessità di fondo. In conclusione, “The Testament” è un lavoro senz’altro valido, ma onestamente ci saremmo pure aspettati qualcosa in più.

TRACKLIST

  1. Warriors
  2. The Light
  3. I Carry The Blame
  4. Reflections
  5. The Red River
  6. Invincible
  7. Mindkiller
  8. Under A Clear Blue Sky
  9. Elegy
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