7.5
- Band: SEVERE TORTURE
- Durata: 00:38:33
- Disponibile dal: 07/06/2024
- Etichetta:
- Season Of Mist
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Dopo un lungo silenzio durato più di un decennio dall’ultimo album “Slaughtered” del 2010, i death metaller olandesi Severe Torture tornano finalmente in scena con un nuovo sforzo bellico: “Torn from the Jaws of Death”. Un titolo che evoca immediatamente immagini di violenza, ma che al tempo stesso dà l’idea di non essere stato esattamente ‘buttato lì’, riflettendo perfettamente l’equilibrato contenuto sonoro di questo ritorno.
Il mini album pubblicato due anni fa, “Fisting the Sockets”, aveva già anticipato il rinnovato interesse della band per il genere, offrendo una piccola manciata di tracce molto ben strutturate, dalle quali emergeva la rinnovata verve della formazione, adeguatamente riposatasi in un lasso di tempo durante il quale in molti sostenitori avevano pensato allo scioglimento. Ora, con il nuovo “Torn…”, i Severe Torture non solo confermano il loro definitivo ritorno, ma dimostrano di avere ancora qualcosa da offrire all’universo death metal.
La lunga carriera degli olandesi ha conosciuto varie fasi, da esordi intrisi di riferimenti ai classici dei Cannibal Corpse, a periodi in cui il suono si era fatto più oscuro e denso, tramite un recupero di influenze old school europee ed esperimenti in contesti più lenti e morbosi. “Slaughtered” aveva poi riportato in auge un sound più tagliente, e ora questo nuovo lavoro prosegue sulla stessa strada, mescolando il tesissimo death metal che ha reso la band famosa con qualche sparsa sfumatura black metal che conferisce un inedito velo di malignità alla manovra del gruppo, ricordando in un paio di circostanze certe cose dei cugini Centurian.
Ciò che emerge chiaramente da “Torn from the Jaws of Death” è che i Severe Torture hanno trovato uno stile particolarmente congeniale per questa loro ultima parte di carriera. Il riffing agile e affilato delle chitarre si sposa curiosamente bene con alcune arie gelide – vedi l’ottima “Marked by Blood and Darkness” o la title-track – mentre occasionali incursioni groovy rivelano il retaggio vecchio stampo della band. Ma ciò che rende veramente avvincenti le tracce di questo album è il nuovo approccio del quintetto. Violento e aggressivo, come ampiamente prevedibile, ma allo stesso tempo attento alle dinamiche e alla struttura delle canzoni. Non c’è spazio per l’eccesso o la pretenziosità qui; la gamma di soluzioni si è ampliata rispetto a certo passato, ma ogni brano è stato costruito con cura e precisione, offrendo un suono concreto e incisivo che cattura l’attenzione dell’ascoltatore con riff ben concatenati e qualche inaspettata virata su lidi più armonici e al contempo velenosi.
A qualcuno, il ritorno di un nome talvolta considerato antiquato come quello dei Severe Torture potrebbe risultare fuori tempo massimo, soprattutto considerando la frenetica evoluzione dell’underground del genere, ma i veterani olandesi hanno evidentemente studiato attentamente le proprie mosse, imbastendo un’opera che rivisita quanto esposto su “Slaughtered” in una chiave ancora più dinamica e fresca per gli standard del gruppo, tanto che possiamo tranquillamente parlare di un lavoro al passo con i tempi, capace di reggere un confronto con l’operato di tante affamate nuove leve.
In un panorama death metal sempre più affollato, dove tante cosiddette vecchie glorie sembrano ormai arrivate al capolinea, è rinfrescante vedere una band non più di primo pelo come i Severe Torture tornare con un lavoro così solido, seguendo l’esempio dei compagni di scuderia Brodequin. “Torn from the Jaws of Death” ha le carte in regola per soddisfare le aspettative dei fan storici della formazione (perlomeno di quelli non fissati esclusivamente sui truculenti esordi) e allo stesso tempo offre qualcosa di intrigante per chiunque sia appassionato di death metal nella sua forma più carnale e affilata.
