SEVEROTH – Vsesvit

Pubblicato il 05/01/2021 da
voto
7.5
  • Band: SEVEROTH
  • Durata: 01:04:19
  • Disponibile dal: 08/01/2021
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

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Severoth è il progetto solista di Illia Rafaskyi, musicista ucraino attivo con molti altri gruppi, tra cui Морок, Bezmir, Galdur ed Endless Battle; nata nel 2007, la band (in realtà composta dal solo Illia, con la moglie a confezionare il curato artwork) è ormai al quinto album. L’artista ha sempre affermato che, tra i suoi impegni musicali, questo è quello riservato alla sua sfera più intima, alle riflessioni personali e ai suoi sentimenti; l’idea di partenza per “Vsesvit” era quella di scrivere qualcosa di luminoso, di rassicurante all’ascolto ma “durante i due anni di lavorazione sul materiale, nella mia vita ci sono stati diversi eventi, non tutti positivi, quindi la versione finale dell’album contiene diverse sfumature di grigio, tra il bianco ed il nero, come la vita stessa d’altronde, e lascio che sia l’ascoltatore a scoprirle“. Tutto ciò viene espresso attraverso cinque corposi brani, tutti oltre gli undici minuti di durata, in cui i due estremi di cui parla Severoth si fondono fino a diventare inestinguibili, in un black metal atmosferico, fluente e, aggettivo inusuale per il genere, caldo. L’amore per la Natura declinato secondo la sensibilità ucraina è sicuramente la spinta fondamentale per Illia; utilizzando il significato dei colori della bandiera del suo paese natale come spunto, potremmo dire che in precedenza l’ispirazione del nostro era il giallo, che rappresenta i campi di grano e la produttività, e quindi l’argomento era ciò che ci circonda a livello terreno, mentre in questo nuovo lavoro è l’azzurro, simbolo del cielo e della pace. “Vsesvit” in ucraino significa, infatti, ‘universo’ e, in particolare, in questo caso è inteso come universo dei pensieri, una sorta di viaggio tra le stelle. Come già detto, musicalmente troviamo elementi del metallo nero tradizionale della sua terra, come ad esempio le melodie ammalianti dei primi Nokturnal Mortum, quelli più diretti e meno sovraccarichi di strutture o degli altrettanto seminali Drudkh. Il legame con le proprie radici è splendidamente evidente in “Порожнеча” (Emptiness), i cui versi sono ispirati dalle opere del poeta locale Vasyl Stus, unico brano per cui non compare nel libretto la versione inglese, poiché il significato verrebbe falsato dalla traduzione: oltre un quarto d’ora di saliscendi tra black a tratti anche furioso, spunti folk, altri più epici e sinfonici ed una chitarra che disegna riff di metal classico. Le tastiere maestose creano spesso delle ambientazioni che si possono definire addirittura floydiane, mentre in altri momenti, anche per le tematiche trattate, inevitabile è il paragone con band come Paysage D’Hiver o Darkspace, con un effetto però profondamente diverso, non gelido e freddo come questi ultimi, ma celestiale ed intenso. I rallentamenti melodici, in alcune occasioni, tipo la lunga coda dell’iniziale “Вище Неба” (Far Above The Sky), non sono neanche lontani dall’armoniosità degli Alcest, salvo poi esplodere in lunghi istanti più decadenti e tenebrosi. L’idea di una colonna sonora che accompagni l’ascoltatore durante un viaggio cosmico sembra perfettamente riuscita.

TRACKLIST

  1. Вище Неба (Far Above The Sky)
  2. Ненаписані Листи (Unwritten Letters)
  3. Порожнеча (Emptiness)
  4. Срібні Зорі Весни (Silver Dawns Of Spring)
  5. Холодна Ніч Чужих Облич (Coldness Of Sad Eyes)
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