7.5
- Band: SEWER ALTAR
- Durata: 00:21:34
- Disponibile dal: 24/04/2025
- Etichetta:
- 7 Degrees Records
Per i Sewer Altar, terzetto di Turku già fattosi segnalare nei circuiti underground più attenti e profondi grazie a un demo del 2024, essere nati nello stesso Paese di Death Toll 80k e Rotten Sound non è chiaramente un dettaglio di poco conto, ma un vero e proprio segno del destino da cui trarre il massimo in termini di valori e insegnamenti; un filo rosso da seguire in modo attento, evitando però di ridurre l’operazione a un ‘more of the same’ scontato o privo di brio.
In una scena, quella finlandese, dove ultimamente le nuove generazioni stanno riscoprendo soprattutto le atmosfere barocche e gli svolazzi orchestrali di certo symphonic black metal di tardi anni Novanta/primi Duemila (basti pensare all’eco ottenuto da Moonlight Sorcery, Vargrav e Warmoon Lord), i Nostri procedono insomma in una direzione ben più asciutta, concreta e disadorna, sposando un grindcore dinamico e contemporaneo che, nell’arco di una ventina di minuti, convince sia per resa formale, sia per sostanza espressiva.
Un suono ruvido, volto a restituire l’urgenza e l’autenticità della sala prove, ma non per questo confusionario o approssimativo, che attinge a mani basse dalla tradizione del genere per poi irrobustire il tutto con abbondanti dosi di death metal e thrashcore, prestando particolare attenzione alla scorrevolezza delle strutture e alla rotondità del guitar work, in cui i riff esplodono sempre in maniera definita e orecchiabile.
Un death/grind che non si limita insomma alla formula della scheggia impazzita o della carneficina-lampo, ma che ricorre con insistenza a breakdown e variazioni ritmiche per un risultato finale volto a innescare una reazione fisica nell’ascoltatore di turno; una scarica che, dal canale uditivo, si propaga fino ai muscoli delle braccia, del collo e delle gambe, evocando di riflesso l’immagine di un mosh pit tra le mura di uno squat o di un centro sociale.
‘Divertente’ è in effetti il primo aggettivo che ci sentiremmo di accostare alla tracklist di questo “Fever Dreams of Vengeance”, debut album che – senza la pretesa di reinventare la ruota, e attenendosi anzi a formule codificatissime – si lascia ispirare dal repertorio di Assück, Dead in the Dirt, Magrudergrind, Terrorizer e dei suddetti autori di “Harsh Realities” per lanciare in modo contagioso e riuscito i Sewer Altar all’interno del circuito grind internazionale.
Del resto, la ‘botta’ non si esaurisce affatto dopo pochi pezzi: dall’opener “Landfill Sky Burial” alla conclusiva “Writing on the Wall”, passando per episodi a dir poco deraglianti come “18 and Death” e “Outnumbered”, la forza e la potenza di questo incantesimo dei bassifondi non vengono mai meno, ribadendo come dietro a tanta veemenza si celino un songwriting intelligente e un senso del controllo costante.
Per gli amanti delle sonorità descritte, quella che si dice una fonte di intrattenimento garantita, dalla quale lasciarsi irretire senza troppi calcoli o resistenze. Più che consigliato.
