SHADOW GALLERY – Tyranny

Pubblicato il 21/06/2014 da
voto
10.0
  • Band: SHADOW GALLERY
  • Durata: 01:13:53
  • Disponibile dal: 22/09/1998
  • Etichetta: Magna Carta
  • Distributore: Audioglobe

Questa puntata de I Bellissimi di Metalitalia.com ci porta sulla East Coast americana, sul finire degli Anni ’90, nel 1998 precisamente. In quell’anno, una band della Pennsylvania fondata nel 1985 stava lavorando al proprio terzo disco, questo “Tyranny”, un disco che il tempo avrebbe in seguito consacrato come probabile apice compositivo di un’intera carriera. E a ragione, ci sentiamo di dire, visto che in “Tyranny” di spazio per difetti o cose che non funzionano non ce n’è per nulla. Figlio legittimo del modo di intendere il progressive metal imposto da “Images And Words” dei Dream Theater, questo piccolo capolavoro è però tutt’altro che un lavoro derivativo: uno dei più grandi pregi di cui parleremo riguarda infatti la scelta dei Nostri di non limitarsi alla messa in mostra di incredibili doti tecniche, ma di abbracciare anche un perfetto uso della melodia e dell’emozionalità. Concept album che dipinge le vicende di una coppia di innamorati sullo sfondo di un mondo in guerra, sul bordo di un tracollo globale, “Tyranny” sceglie infatti la via di colpire l’attenzione non tanto con il numero e la velocità delle note, quanto con un’oculata scelta delle stesse: un preciso ed appassionato lavoro di cesello che i compositori principali Gary Wehrkamp e Carl Cadden-James effettuano con incredibile maestria, creando ben quattordici gemme di un metal raffinato ed elaborato, che va oltre il concetto di ‘heavy progressivo’ e tocca elementi importanti come la creatività dei Kansas o la teatralità dei Queen. La cupa storia del concept si apre con lo scoppio della guerra, e lo strumentale “Stiletto In The Sand” mostra immediatamente l’approccio strumentistico davvero ‘over the top’ dei sei musicisti coinvolti: in poco meno di due minuti veniamo subito travolti da un’ondata di ribollente e tecnicissimo metallo di chiara matrice Dream Theater, suonato con una perizia e una fluidità veramente sbalorditivi. Un secco riffing imprime subito velocità al brano “War For Sale” e già dalle prime note cantate assistiamo all’irrestibile fulgore della stella di Mike Baker, il mai troppo compianto cantante della band, venuto a mancare qualche anno fa a causa di un infarto. Il brano continua a scuotere il nostro cervello, che si perde nel tentativo di catturare tutte le evoluzioni strumentali dei Nostri, ma che non si annoia, aiutato nel mantenersi focalizzato sulla musica dalle perfette linee melodiche composte per la voce. “Out Of Nowhere” rallenta il ritmo ma non si distacca dalla matrice progressive metal che abbiamo ascoltato sinora e subito si pone come altra perla di assoluto valore per i fan di questo tipo di musica. “Mystery” è il primo grande capolavoro di un album che ha solo pezzi belli: in meno di sei minuti ci pare di aver sentito un disco intero per la ricchezza degli input, e lo splendido ritornello corale ci si è oramai marchiato in testa a fuoco, per mai più andarsene. La dolce “Hope For Us” entra accompagnata da uno splendido pianoforte, sulla base del quale la voce di Baker si poggia ancora una volta con autorità, dolce e suadente come solo in quest’album lo abbiamo sentito. “Victims” inizia ancora una volta in maniera soffusa, accompagnata da ricchi synth, ma dopo poco un minaccioso riffing entra quasi di soppiatto, creando nuovamente un palcoscenico perfetto per l’interpretazione teatrale di Baker, che ancora una volta dà il proprio massimo nel geniale ritornello. “Broken” non è che un’intermezzo di quasi due minuti, nuovamente affidato all’accopiata pianoforte/voce, con i preziosi synth ancora che arricchiscono un sottofondo già di per sé eccezionale. La presenza di LaBrie sulla successiva “I Believe” non è che un gradito ‘di più’ su un pezzo già enorme, eccezionale. In quasi nove minuti di durata, possiamo ascoltare di tutto: da un toccante Baker alle prese con melodie sopraffine sulla base del solito pianoforte a un ritornello incredibile, tra i più epici e maestosi mai sentiti. “Roads Of Thunder” riprende l’approccio progressivo dei primi brani, ma ormai l’album è decollato per la sua strada e l’eleganza e la ricchezza che caratterizzano l’intero album si stampano a fondo anche su questo brano. La splendida “Spoken Words” ci mostra un duetto con la bravissima cantante Laura Jaeger e conferma l’abilità degli Shadow Gallery nel comporre ballad assolutamente coinvolgenti ed emozionali. Quando oramai ci sembra di non poterci stupire più di nulla, il terzo capolavoro dell’album irrompe perentorio dallo stereo: “New World Order” è infatti un altro masterpiece di metal elegante e teatrale, arricchito nella sua già superba classe da una prestazione maiuscola del grandisismo DC Cooper dei Royal Hunt, che con la sua voce bellissima fa un paio perfetto con l’altrettanto bravo Baker. Lo strumentale “Chased” anticipa la variegata “Ghost Of A Chance”, ultimo splendido tassello prima che la dolcezza inarrivabile di “Christmas Day” chiuda l’album all’insegna della speranza e della positività più accese. Impossibile descrivere a fondo la gamma di emozioni che “Tyranny” è in grado di risvegliare nell’ascoltatore, l’unico modo è riascoltarsi quest’album infinite volte, godendo a ciascuna della ricchezza e della classe che i sei musicisti hanno riversato in esso. Semplicemente un capolavoro.

TRACKLIST

  1. Stiletto In The Sand
  2. War For Sale
  3. Out Of Nowhere
  4. Mystery
  5. Hope For Us
  6. Victims
  7. Broken
  8. I Believe
  9. Roads Of Thunder
  10. Spoken Word
  11. New World Order
  12. Chased
  13. Ghost Of A Chance
  14. Christmas Day
6 commenti
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