6.5
- Band: SHADOWBORNE
- Durata: 00:35:02
- Disponibile dal: 19/06/2026
- Etichetta:
- Scarlet Records
Il power metal è un genere che non smette mai di generare nuove leve, anche se non sempre riesce a rinnovarsi: ogni anno la scena accoglie una nuova infornata di band che si affacciano sul mercato proponendo la solita ricetta fatta di tastiere epiche, ritornelli ad alto tasso di zucchero e chitarre veloci, nella speranza di trovare quel qualcosa in più capace di distinguerle dalla massa. Tra queste new entry troviamo gli Shadowborne, che dopo l’EP d’esordio “Through The Hourglass” si presentano oggi all’ascoltatore con il primo full-length della propria carriera, intitolato “Heaven’s Falling”.
Il concept dell’opera affonda le radici nell’universo letterario creato da George R. R. Martin con “Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco” – sì, la stessa saga da cui è nato il fenomeno televisivo “Game Of Thrones” – un riferimento che la band non si limita a citare en passant ma che permea l’intero songwriting, fornendo a “Heaven’s Falling” quella coerenza narrativa che spesso, nei lavori d’esordio, tende a mancare.
Sotto il profilo musicale, il power metal proposto dai Nostri è di stampo piuttosto classico: voce femminile in primo piano, tastiere che disegnano ambientazioni epiche e chitarre non di rado lanciate in fraseggi shred, come accade in “High And Low”, brano che mette in mostra il lato più tecnico della formazione e che farà sicuramente felici gli amanti dei virtuosismi a sei corde.
Il legame con l’opera di Martin si fa però ancora più esplicito in brani come “Hold The Door”, “The Wall” e “Raven”, citazioni quasi letterali di alcuni dei momenti e dei simboli più iconici della saga, che chi conosce anche solo superficialmente “Game Of Thrones” non potrà non riconoscere immediatamente: una scelta che da una parte rischia di risultare un po’ fin troppo didascalica, ma che dall’altra dona all’album un filo conduttore riconoscibile, quasi un viaggio a tappe attraverso i mondo fantasy di Westeros.
Il momento migliore dell’intero lavoro arriva però con “Wolf And The Queen”, primo singolo e primo video della band: un brano che profuma di anni Novanta lontano un miglio, merito di un cantato più rock e di synth in grado di rimandare con decisione alle sonorità degli Europe. È probabilmente il pezzo in cui gli Shadowborne mostrano con più chiarezza la propria identità, riuscendo a fondere l’epicità del power metal con un retrogusto vintage azzeccato.
A tenere insieme l’intera opera è soprattutto la prestazione vocale, decisamente uno degli ingredienti più riusciti di “Heaven’s Falling”: la voce della frontwoman si muove con sorprendente disinvoltura tra un timbro più ruvido, quasi heavy metal, e sfumature più calde e vibrate che ricordano non poco Charlotte Wessels, storica voce dei Delain. Una versatilità non comune per una band alle prime armi, in grado di far presagire ampi margini di crescita per il futuro.
Nel complesso, “Heaven’s Falling” è un esordio valido, sorretto da un concept ben costruito e da una performance vocale di tutto rispetto, anche se una certa mancanza di personalità tradisce l’inesperienza di una band ancora giovane. Spesso e volentieri si ha infatti la sensazione di un déjà-écouté, e dal punto di vista puramente musicale l’album non propone nulla che non si sia già sentito decine di volte nel power metal degli ultimi vent’anni; gli Shadowborne sembrano, per ora, più interessati a inserirsi in un solco già tracciato che a scavarne uno proprio.
Comprendiamo perfettamente il fisiologico bisogno di rodaggio di una band nuova e, naturalmente, ancora in fase di maturazione; eppure, la mancanza di identità nei brani proposti trasforma l’album in un’esperienza che purtroppo scorre via troppo facilmente.
“Heaven’s Falling” è un album che pone comunque delle buone basi per il futuro della band e che consigliamo senza dubbio agli amanti del power metal più tradizionale, e ai fan di “Game Of Thrones” in cerca di una colonna sonora a tema, ma la mancanza di originalità e di carattere penalizza l’opera e congela la nostra valutazione ad una dignitosissima sufficienza piena.
