7.0
- Band: SHADOWMASS
- Durata: 00:46:24
- Disponibile dal: 19/01/2026
- Etichetta:
- Floga Records
Spotify non ancora disponibile
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Il ritorno alle sonorità ‘di una volta’ che abbiamo avuto modo di testimoniare negli ultimi anni ha ovviamente avuto una influenza mondiale, partendo dagli Stati Uniti e finendo per contaminare anche il Vecchio Continente con molte band ed etichette che cercano di riprendere quel filone.
In particolare – sulla falsariga di Enforcer e altre formazioni simili che cercano di riproporre il caro, vecchio speed metal di origini venomiane ma con elementi più moderni – si inseriscono i greci Shadowmass, già saltati all’onore delle cronache con l’omonimo album del 2021.
Abbiamo citato i Venom non per caso: il trio ateniese si dedica infatti a uno speed metal sporcato di influenze più estreme, e il nuovo album “Wastelands” si muove proprio in questa direzione sin dal primo secondo dell’iniziale “Purge And The Savage Preacher”.
Riff durissimi e una voce al vetriolo in puro stile thrash ci accolgono con tutta la loro violenza, con una prova decisamente interessante da parte del cantante e chitarrista Stam (dallo scorso anno anche all’ascia dei Suicidal Angels), ma è in generale tutto il comparto tecnico ad essere caratterizzato da una produzione pulita, capace di avvicinare il lavoro degli Shadowmass più al thrash moderno che non ai grandi classici del genere.
Non è nemmeno troppo un caso che dietro alla batteria ci sia Maelstrom, conosciuto dagli appassionati di metal estremi per il suo lavoro in band come Thou Art Lord e Dødsferd, che anche qui regala una performance di tutto rispetto su tutte le tracce del disco. Spiccano in particolare le prove dei tre musicisti su “Adrammelech’s Laughter”, la quale non risparmia una dichiarazione d’amore per i Metal Church e i Coroner nei numerosi stacchi acustici che caratterizzano i ritornelli del brano.
Agli Shadowmass non manca quindi la capacità di creare composizioni varie e interessanti, seppur alla lunga le canzoni ripetano sempre lo stesso mix di ‘strofa-ritornello-stacco acustico-assolo’ che, per quanto ben costruito, rischia di essere un po’ ridondante.
Il brano che sicuramente farà più vittime in una eventuale sede live è “ΆΡΡΗΤΟΝ”, che si configura subito come una carica assassina lanciata a mille contro l’ascoltatore, mentre il lunghissimo assolo di “Fading (Doom)” si fa ben ascoltare, richiamando i momenti più virtuosi dei Death Angel.
L’album si chiude sulle sfuriate – che alla lontana possono ricordare la scena black ellenica – di “Thy Will Be Crushed”, come sempre caratterizzato dall’alternarsi di cori, ritornello e assoli, di ottima fattura ma anche ripetuti innumerevoli volte durante il disco.
Cosa possiamo quindi dire di “Wastelands”? Sicuramente gli Shadowmass hanno talento da vendere e sono riusciti a raggiungere un ottimo punto di partenza dovuto alla militanza dei singoli musicisti in altri progetti, ma manca ancora qualcosa per fare quel salto che gli permetterebbe di imporsi sulla scena europea con più veemenza.
Comunque, se siete appassionati di speed/thrash e in particolare della nuova ondata moderna legata a questi generi, meriterà sicuramente un ascolto.
