SHADOWS – Shadows

Pubblicato il 08/03/2021 da
voto
7.0
  • Band: SHADOWS
  • Durata: 00:32:08
  • Disponibile dal: 26/02/2021
  • Etichetta:
  • Agonia Records

Quello dell’EP sembra essere un formato tornato, ultimamente, parecchio in voga ed è su questa media distanza che esordiscono gli americani Shadows. Dietro il nome, in realtà, si cela Alex Bouks dei seminali Goreaphobia (e oggi negli Immolation), insieme a Henny Piotrowski e Jake Gannon, che lo hanno accompagnato, per brevi periodi proprio in quella band. Quello proposto qua, però, è un doom metal che fonde una certa psichedelia settantiana con suoni virati più verso il metal classico. Gli intrecci di chitarra ed il riffing sono decisamente convincenti, già dall’opener “Ghost Of Old”, ma sono la titletrack e “Elders” a darci maggiormente la cifra di questa band: l’ossessività densa e pesante viene accompagnata da un cantato quasi ritualistico, che richiama l’occult rock più sperimentale e dona la marcia in più al disco. Ci sono passaggi più veloci (“Sea Of Dust”) in cui gli Shadows ci dimostrano le loro radici, senza però scostarsi mai da quel doom alla primi Saint Vitus. Non mancano, come dicevamo, passaggi psichedelici che tendono a spostare il tutto verso sonorità più stoner, ma – nonostante parecchi cambi – i quattro non perdono mai la bussola e restano ben ancorati a ciò che propongono fin dai primi accordi. “Shadows” è un EP di tutto rispetto ma, onestamente, non sembra aggiungere nulla al panorama del doom più classico (se non per la voce davvero particolare che, però, potrebbe risultare non gradita a tutti). Anche i nove minuti e mezzo della conclusiva “Ancient Eyes”, con la loro dilatazione, i suoni estremamente psichedelici ed i frequenti richiami alle atmosfere di Doors e Pink Floyd, sembrano rientrare in un citazionismo del genere che potrebbe portare a pensare ad un compitino ben eseguito. Insomma, gli Shadows sanno sicuramente come si compone (e si suona) un disco doom ed il loro EP potrebbe benissimo esaurirsi al primo ascolto. Il ‘dovere di cronaca’ ci porta, però, a giudicare un disco dopo alcuni ascolti a volte compie dei piccoli miracoli. E così “Shadows”, già dal secondo ascolto, rivela un’anima più cupa ed ammaliante, le citazioni ed il suo essere ‘scolastico’ di colpo non ci appaiono più tediosi, ma assumono un senso preciso, mescolando completamente le carte e facendoci ricredere completamente: qualcosa di molto difficile da descrivere se non come quella sensazione che si prova quando, finito il disco, si ha subito voglia di premere nuovamente il tasto play. I quattro americani hanno molto da dire e, sebbene resti qualche piccolo limite legato all’originalità del sound proposto, non possiamo che attendere il primo full-length e vedere se Alex Bouks e soci sapranno mantenere le promesse che ci fanno con questo debutto.

TRACKLIST

  1. Ghosts Of Old
  2. Shadows
  3. Night Of The Goat Winter Moon
  4. Elders
  5. Sea Of Dust
  6. Ancient Eyes
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