SHARDANA – Milli Annos

Pubblicato il 03/11/2020 da
voto
8.0
  • Band: SHARDANA
  • Durata: 00:51:10
  • Disponibile dal: 09/10/2020
  • Etichetta: Rafchild Records
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I cagliaritani Shardana giungono al secondo album all’insegna di una netta virata stilistica: dagli esordi (il primo disco è del 2014) puramente classic heavy con venature thrash e power, con questo ottimo “Milli Annos” si muovono verso il raggiungimento di un’identità musicale più composita, personale e ricercata, proponendo un lavoro che in modo sorprendentemente organizzato spazia da vibrazioni black ad atmosfere epiche, non disdegnando attraversamenti nel death melodico, mantenendosi su un sostrato power/thrash di forte impatto.
“Milli Annos” è un disco maturo, sul quale il combo sardo ha speso anni di energie alla ricerca di un sound personale e riconoscibile. Il risultato è senza dubbio raggiunto, grazie a un ventaglio di brani che in modo inesausto gettano l’ascoltatore in un incendiario vortice energico e cupo, in cui ferocia e afflati melodici dialogano costantemente: il tutto senza mai tradire la genuina discendenza stilistica della band – che dagli archetipi dell’epic metal ottantiano arriva alle grandi mescolanze stilistiche di band come gli ultimi Primordial e certi primi Borknagar, pur restando nitidamente presenti anche le eterne lezioni dei Blind Guardian pre-“Nightfall In Middle Earth”, dei Savatage più ispirati e degli Iced Earth che furono (inoltre, al contempo, in diversi passaggi, aleggia quel death melodico dalle forti tinte progressive di primi Amorphis e Opeth).
L’opener “Echoes” e la successiva “Bastard Blood” sono intensissime esperienze dove, tra blastbeat violenti e melodie dal mood drammatico, si raggiungono momenti estremamente forti non solo per l’impatto sonoro e la grande personalità messa in mostra, ma anche per quanto concerne un punto di vista squisitamente emotivo. “A World With No Gods”, “S’Arruina De Is Deus” e “Bellum Sardum”, con un’interessante adiacenza all’aggressività degli Amon Amarth, fanno procedere l’album verso una direzione più classica e grezza – dando l’impressione di essere brani pensati prevalentemente per la dimensione live. Si tratta di composizioni leggermente meno interessanti rispetto a quelle poste in apertura, ma che non sfigurano affatto nell’economia del disco – trattandosi in ultima analisi di un album dinamico, cangiante, sempre in equilibrio su un filo stilistico che riesce a non spezzarsi mai.
Un aspetto che contraddistingue gli Shardana sin dalle loro prime incursioni nelle scene è certamente la radicale connotazione etnografica e territoriale: la cultura sarda (con il suo apparato mitopoietico vastissimo che, tra storia e leggende, è uno dei più affascinanti in Europa), è fortemente presente nell’impianto artistico della band. Non solo per la lingua madre (quella sarda, appunto) con cui sono scritti molti brani di “Milli Annos”, ma anche per una ricerca costante volta a ricreare atmosfere ancestrali, folkloriche (senza mai cedere al facile espediente del folk metal, se non, in parte, nella suggestiva conclusione “Inghitzu”), tanto che ogni brano assume lo statuto di una greve narrazione musicale proveniente da tempi antichi: “Josto e “Reus Pater” in particolare, brani in cui il carismatico vocalist Aaron Tolu amplia il suo raggio interpretativo fino a sprazzi teatrali.
“Milli Annos” è un lavoro davvero di ottima fattura, che permette agli Shardana di assumere un’identità precisa e riconoscibile all’interno del panorama metal contemporaneo nostrano: un disco che sperimenta senza diventare caotico, producendo una miscellanea di generi che non destabilizza mai l’ascoltatore, nemmeno il più oltranzista – anzi, lo trascina in un ascolto pieno di forze ed energie bellicose che, si spera, possano tornare a colpire presto con il medesimo vigore.

TRACKLIST

  1. Echoes
  2. Bastard Blood
  3. A World with No Gods
  4. S'Arruina De Is Deus
  5. Tanit
  6. Bellum Sardum
  7. Josto
  8. Reus Pater
  9. Inghitzu
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