SHIP OF THESEUS – The Paradox

Pubblicato il 04/04/2019 da
voto
7.0
  • Band: SHIP OF THESEUS
  • Durata: 00:45:23
  • Disponibile dal: 29/03/2019
  • Etichetta: Punishment 18 Records
  • Distributore: Andromeda

Difficilmente un monicker riesce ad esprimere appieno lo stile che una band vuole proferire, ma con i nostrani Ship Of Theseus siamo di fronte ad uno di quei rari casi. Ci spieghiamo meglio: si narra che la nave dell’eroe greco Teseo fosse stata conservata intatta nel corso degli anni e che le sole parti danneggiate fossero state sostituite. Da qui nasce il paradosso metafisico della nave di Teseo: si può intendere intatta l’identità di un’entità modificata nella forma ma non nella sostanza? Senza indugiare oltre su mera filosofia e rapportando la questione ad un più stretto contesto musicale possiamo rispondere certamente di sì. Ponendo come ‘entità’ il concetto di band metal e come ‘variazione di forma’ la moltitudine di stili scelti abbiamo la soluzione dell’arcano. Gli “Ship Of Theseus” nascono da un’idea di Marco Cadorna (Krampus) e Michele Guaitoli (Kaledon, Temperance e Vision Of Atlantis) che volendo fondere tutte le loro maggiori influenze artistiche, arricchendole con un gusto moderno, in un unico progetto – completato da Paolo Crimi (Extrema) dietro le pelli, Girgio Terenziani (Arthemis) al basso e Alessandro Galliera (già compagno di Cadorna nei Krampus) alla chitarra – danno vita ad gruppo da tenere sott’occhio per gli amanti della musica senza etichette di genere. Per citare alcune influenze, anche da loro riportate, si possono riconoscere la controversia compositiva di Devin Townsend, la cura degli arrangiamenti dei Dream Theater ed una sana dose di sound robusto dei Nevermore unito ad un tocco catchy simil-Bring Me The Horizon. Tutto è riconoscibile ma niente assomiglia. Questo potpourri di suoni dà vita ad un album curato, ben suonato ed arrangiato in maniera egregia, che spazia da trame prog a sfuriate di puro metallo senza perdere mai l’orientamento melodico ed educato (concedeteci il termine) frutto di un ottimo lavoro di post-produzione curato da Staffan Karlsson (Arch Enemy). Dopo un breve intro ci si interfaccia con “Reborn” dove i toni prog-metal fanno da padrone; da qui si passa poi alla più trainante e cadenzata “Here Me Out” ed alla moderna e potente “Blue”, tra le composizione più riuscite di questo “The Paradox”, fino alla toccante ballad “The Promise” e la più cupa e cattiva “The Cage”. Tutti i brani sono caratterizzati da sezioni ritmiche perfettamente intersecate ad un ottimo e variegato riffing che creano la colonna portante per una prestazione vocale davvero notevole. Seppur di qualità, nella sua interezza, il lavoro non brilla per originalità, come nella prevedibile linea vocale di “Reflections In The Mirror”, ma dal concept che dà il nome al progetto alla musica proposta la band si affaccia al mercato musicale con un biglietto da visita decisamente affascinante.

TRACKLIST

  1. The Paradox
  2. Reborn
  3. Time Has Come
  4. Here Me Out
  5. Blue
  6. Suspended
  7. Like A Butterfly
  8. The Promise
  9. Reflections In The Mirror
  10. The Cage
  11. Wounded
  12. Ending
  13. Time Has Come ft. Greg Bissonette
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