6.5
- Band: SHRAPNEL STORM
- Durata: 00:39:07
- Disponibile dal: 17/08/2020
- Etichetta:
- Great Dane Records
Seconda uscita per questa onesta e lavoratrice death metal band dell’underground finlandese, che, nata nel 2006, aveva rilasciato un primo full-length intitolato “Mother War” nel 2015; e, sin dai titoli, anche in questo nuovo self-titled album, il tema principale sembra essere la guerra. Non l’argomento più originale ed entusiasmante del mondo, ad essere onesti, ma ascoltandoli senza pregiudizi gli Shrapnel Storm riescono a farci passare una quarantina di minuti senza pretese. Un death metal slanciato ma non troppo estremo o crepuscolare, decisamente anni ’90 e prettamente canonico; più vecchio che vintage, onestamente, ma va dato atto ai ragazzi di saper riproporre gli stilemi classici con la giusta dose di rispetto e amore verso il genere.
Nove brani (più una bonus nella versione digipack) che tra accelerazioni e ripartenze, riffoni grassi e passaggi sostenuti da un’ignorantissima doppia cassa (e più di qualche soluzione azzeccata) piaceranno ai fan del sempreverde death europeo, anche se a bilanciare l’entusiasmo, come detto, non possiamo non menzionare un’originalità sacrificata all’aderenza totale al canone. Qualche apertura vagamente thrash si fa spazio in alcuni riff, il che non è mai un vero male, e qualche momento che funziona viene fuori; tuttavia, l’amore per canzoni e musicisti degli ultimi decenni spunta quasi sempre fuori, rendendo il risultato un po’ scontato quando non proprio sempliciotto (come è possibile notare nei titoli della traccia cinque e sei, rispettivamente“Triumph Of Winter”, “Heart Of Winter”).
La mancanza di personalità non è comunque per forza sempre un male, e “Shrapnel Storm” si fa ascoltare come buon sottofondo di solido death, non lasciando però troppi segni del suo passaggio. Con tutti i dischi di ottimo death metal che ci sono nei negozi non capiamo perché dovreste correre a comprare un pur discreto lavoro di una pur discreta band, ma ai completisti del death nordico potrebbero interessare: se mai dovessero ricominciare a farsi festival e concertini, non ci stupirebbe, del resto, vedere gli Shrapnel Storm in qualche slot pomeridiano. Dischetto discreto, nulla più.
