7.5
- Band: SICK OF IT ALL
- Durata: 00.32.11
- Disponibile dal: 26/09/2014
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Universal
Spotify:
Apple Music:
Nell’universo metal siamo ormai assuefatti, senza più nemmeno contestare, all’onda imperante di ‘passativismo’. Vecchio è meglio, tanto che in moltissimi casi l’anzianità surclassa gli effettivi meriti andando ad incidere in maniera fondamentale sui risultati ‘quantitativi’ e sulla considerazione attuale. Il mondo hardcore, per la maggior parte, non funziona allo stesso modo. Sebbene esistano modelli che replicano le regole prima elencate con album mediocri, reunion imbarazzanti e live show al limite della decenza, esistono pionieri e ‘working-class heroes’ come Agnostic Front, Madball e Sick Of It All che non possono vivere di fama o rendita, che non vendono dischi o biglietti come molte band ‘del momento’ e che, come gli ultimi due hanno dimostrato nel 2014, sono ancora in stato di grazia. Esiste sempre un timore reverenziale in sede di recensione, ma siamo sicuri già prima dell’ascolto che, anche se è improbabile eguagliare i picchi di un’epoca lontana, non si andrà mai troppo in basso, assestandosi anzi sulla striscia qualitativa di un’intera carriera. Bastano pochi ascolti di “Last Act Of Defiance” per confermare l’esattezza del nostro approccio. Muovendosi nel contesto della propria immodificabile formula, due minuti alla volta, i SOIA riescono ad essere credibili, onesti, tremendamente efficaci come nei migliori capitoli della loro discografia. Anche se il loro successo è sottomesso a modelli di business che hanno decretato nuovi paladini della Fede, l’integrità artistica è intatta e l’incisività dei brani non si discute. Qualcuno potrà contestare la consapevole conferma di Tue Madsen in console, colpevole di un sound troppo vicino al metal per le orecchie più intransigenti, ma davanti alla forma dimostrata la critica diventa irrilevante. Idealmente collocabile tra “Scratch The Surface” e “Call To Arms” il disco trova in “Get Bronx” la traccia per cui verrà ricordato, ma vogliamo anche consigliarvi “Act Your Age” per l’attitudine e il messaggio. Un altro disco di alto profilo per le leggende del NYHC, che conferma i loro standard di scrittura con l’urgenza di gruppi con metà della loro esperienza. Se è loro volontà che sia l’ultimo atto sarà una degna conclusione!