SICK OF IT ALL – Outtakes For The Outcasts

Pubblicato il 12/12/2004 da
voto
7.0
  • Band: SICK OF IT ALL
  • Durata: 00:27:33
  • Disponibile dal: 17/10/2004
  • Etichetta: Fat Wreck
  • Distributore: Venus

Confrontarsi con la creazione di una compilation di proprie “rarities” porta una band, generalmente affermata, a mostrare il fianco alle facili, o meglio, semplicistiche accuse di essersi svenduta al commerciale, di voler capitalizzare sul proprio successo, di dormire sugli allori. Simili accuse cascano semplicemente nel vuoto se rivolte ai Sick Of It All in merito a questo loro nuovo lavoro. “Outtakes For The Outcasts”, infatti, non è certamente una semplice macchinetta mangiasoldi od un regalino per i fan più boccaloni, innanzitutto perché i SOIA sono tutto tranne che una band venduta o schiava dei tempi e delle mode. Uno sguardo d’insieme ai quindici pezzi che compongono questo album ci mostrano subito che l’assortimento di pezzi selezionati (con difficoltà, non fatichiamo ad immaginare, vista la vastità della produzione di questa longeva band) è tutt’altro che casuale o banale. La selezione di cover è effettuata con un gusto visibilmente raffinato: due brani degli Sham 69 (un omaggio doveroso ad una band che ha aperto la strada del punk “moderno”) “Rip Off” e “Borstal Boys”; segue poi “All Hell Breaks Loose” dei Misfits, eseguita in maniera magistrale ed ironica (nei chorus la tiratissima voce dell’istrionico Lou Koller si abbassa di tono fino ad imitare impeccabilmente il growl di Glenn Danzig!), ed infine “Target” degli Hüsker Dü e “Working Class Kids” dei The Last Resort (altri due omaggi a band che hanno lasciato un segno nel cuore dei SOIA), eseguite con uno stile talmente personale da essere perfettamente amalgamabili al puro repertorio dei Sick Of It All. I brani propriamente di produzione della band newyorkese, poi, arrivano da periodi temporali ben diversi della sua lunga e prolifica carriera: “Straight Ahead” e “86” arrivano dalle loro origini, e lo stile acerbo ma già ben caratterizzato di un gruppo che ha contribuito ad inventare il genere hardcore è perfettamente avvertibile ed apprezzabile. Altri pezzi, come “My Little World ” e la splendida opener “I Believe” risalgono a periodi più recenti: lo stile dei SOIA è ormai ben cristallizzato ed inconfondibile: la voce martellante ed infaticabile di Lou e la chitarra solista dirompente di suo fratello ben stabili su di un impianto ritmico impeccabile. Ottima anche la scelta dei due pezzi dal vivo: “Never Measure Up” e “The Future Is Mine”, che fanno subito capire come la dimensione live sia l’habitat naturale dei SOIA. Infine, persino alcune interessanti ed originali sperimentazioni, come la brevissima e spiazzante “Blatty (Human Egg)” (meno di trenta secondi di durata per un brano proveniente da una storica compilation Epitaph, che radunava ben 101 band punk ed hardcore in un unico, pazzesco e memorabile album intitolato “Short Music For Short People”), o la conclusiva “Just Look Around”: in realtà il brano più datato dell’intera raccolta, ma qui presente in un’originalissima e inedita versione remixata dall’arcinoto DJ Lethal, in uno stile che mescola il cantato tirato di Lou con il rap degli House Of Pain. Nel complesso, “Outtakes For The Outcasts” risulta un album che veramente può fare gola sia ai fan storici dei Sick Of It All che ad eventuali neofiti interessati a farsi una realistica ed esaustiva idea d’insieme non solo dello stile, ma anche del “carattere” di questa band che ancora, dopo dodici anni di onorata carriera, si ostina a non deludere affatto.

TRACKLIST

  1. I Believe
  2. Stood For Nothing
  3. Borstal Breakout
  4. Straight Ahead
  5. All Hell Break Loose
  6. My Little World
  7. Soul Be Free
  8. Blatty (Human Egg)
  9. 86
  10. Target
  11. Rip Off
  12. Working Class Kids
  13. Never Measure Up
  14. The Future Is Mine
  15. Just Look Around
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