SIGHTLESS PIT – Grave Of A Dog

Pubblicato il 05/03/2020 da
voto
6.5
  • Band: SIGHTLESS PIT
  • Durata: 00:36:49
  • Disponibile dal: 21/02/2020
  • Etichetta:
  • Thrill Jockey Records

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Frutto dell’incontro di nomi di rilievo della scena estrema più cool e hipster-friendly, i Sightless Pit suonano esattamente come ci si può aspettare dalla somma delle parti: un progetto interessante, ben realizzato in termini di produzione e suoni, che ai primi ascolti non delude certo. Ma l’effetto sulla lunga distanza è però, francamente, quello dell’uovo di cioccolato. Si parte dalla confezione luccicante, che qui corrisponde ovviamente ai personaggi coinvolti; abbiamo Kristin Hayter alias Lingua Ignota con le sue sperimentazioni di glossolalia, Dylan Walker dei Full Of Hell a integrare egregiamente le linee vocali con la sua ugola abrasiva e il genietto Lee Buford (The Body) a orchestrare programmazione e drum machine. Il risultato, o se volete lo strato di cioccolato, sono otto brani soffocanti e variegati in equilibrio tra rumorismo e velleità industriali, non privi di un gusto occulto (l’oppressiva e maligna “The Ocean Of Mercy”) e di puntuali derive elettroniche che colpiscono nel segno; tutti gli elementi che si possono desiderare da tre artisti così poco allineati ci sono, insomma. Andando nel dettaglio, “Violent Rain” è l’apice espressivo di Kristin, che qui sfiora davvero quanto fatto dalla sua musa Diamanda Galas, mentre sul doloroso finale di “Love Is Dead, All Love Is Dead”si mostra come una credibile voce del dolore interiore. “Drunk On Marrow” ha la cupezza di un Merzbow appena più melodico e la sequenza “Miles Of Chain”/”Whom The Devil Long Sought To Strangle”, tra loop, clangori e strida infernali, è il suono certificato di demoni evocati e pericolosamente fuggiti dal controllo del malcapitato di turno. Attenendoci però alla similitudine iniziale, giunti ad analizzare la sorpresa nel cuore del nostro dolce, è come trovare un banale portachiavi di marca: non brutto, è esattamente quanto ci potevamo aspettare, ma la sensazione di già sentito e di una combinazione di asperità sonore più studiate a tavolino che assemblate con un sincero delirio febbrile è forte. Bravi, insomma, ma consigliati più all’ascoltatore velleitario di nuova generazione che a chi mastica noise, industrial ed estremismi sonori attingendo all’underground più storico e oscuro.

TRACKLIST

  1. Kingscorpse
  2. Immersion Dispersal
  3. The Ocean Of Mercy
  4. Violent Rain
  5. Drunk On Marrow
  6. Miles Of Chain
  7. Whom The Devil Long Sought To Strangle
  8. Love Is Dead, All Love Is Dead
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