SIGNUM DRACONIS – The Divine Comedy: Inferno

Pubblicato il 09/11/2021 da
voto
8.0
  • Band: SIGNUM DRACONIS
  • Durata: 01:35:29
  • Disponibile dal: 12/11/2021
  • Etichetta:
  • Rockshots
  • Distributore: Audioglobe

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Nel mezzo del cammin di nostra vita, ci siamo trovati tutti di fronte a domande cardine sulla nostra stessa essenza e su quanto abbiamo lasciato il segno in questa esistenza terrena. Settecento anni fa Dante Alighieri lasciava questa Terra e soprattutto tramandava ai posteri “La Divina Commedia”, un componimento che ogni generazione ha studiato. Seicentoottantanove anni dopo la dipartita del Sommo Poeta, seduto in macchina, Oscar Grace, chitarrista e compositore, ha posto le basi del progetto che prende spunto dalla “Divina Commedia” e la pone in musica. Ma tra l’idea e la realizzazione sono passati ben undici anni, nei quali uno studio certosino dei testi, una scelta accurata dei musicisti, una cura maniacale dei suoni e delle orchestrazioni ha portato alla nascita del gruppo Signum Draconis e di “The Divine Comedy: Inferno”, prima parte della trilogia che porterà il protagonista, Dante stesso, a viaggiare dall’Inferno al Paradiso, incontrando una moltitudine di personaggi storici con i quali si confronterà e approfondirà la natura umana. Se già l’opera scritta ci sembrava mastodontica, con un occhio diverso e critico in ognuno dei trentatré canti (più il proemio all’opera intera), nondimeno la sua trasposizione musicale gronda di maestosità; l’eterogeneità dei diversi dannati nel susseguirsi dei canti/canzoni ha come elemento comune la presenza dell’Orchestra Sinfonica di Bratislavia, che rende solenne l’incedere dei personaggi principali (Dante, affidato all’ugola di Max Morelli, e Virgilio, interpretato da Mark Boals, voce potente che ha partecipato ad album di Yngwie Malmsteen e dei Royal Hunt) nella discesa ai gironi infernali. Proprio per la sua scrittura, questo “The Divine Comedy Inferno” è un’opera dai forti gusti teatrali e potrebbe benissimo diventare un musical metal, visto che l’apparizione continua di personaggi e il susseguirsi di diversi fondali scenici (sottolineati dai ritmi cupi e forsennati come in “The Borderland” o “Firestorm”, grazie alla batteria di Francesco Micieli, che diede i primi colpi di rullante con i toscani Etherna, e al basso di Stefano Antonelli) si sposa bene con la messa in opera. Tramite la voce del narratore fuori campo (Renato Carrozzo) si viene portati all’interno della storia con spezzoni della Divina Commedia e ci viene spiegata la missione di Virgilio grazie anche a Beatrice, l’amata di Dante, personificata in maniera leggiadra dal mezzosoprano Chiara Manese. Si rischia di risultare didascalici a spiegare tutte le storie dietro ai singoli brani, basti pensare quindi che, nonostante non si potesse parlare di tutti i soggetti descritti nell’Inferno di Dante, ci troviamo di fronte ad un doppio CD con ben diciassette tracce, nelle quali i momenti principali trovano tutti spazio, dal terzo Canto con Caronte (Ben Jackson dei Crimson Glory) al quinto di Paolo e Francesca (il soprano russo Ksenia Glonty) nella struggente “Whirlwind Of Lovers”, dall’undicesimo con i cori lirici, sempre dell’Orchestra di Bratislavia, che presentano la città di Dite, al dodicesimo con “Forest Of Suicides” e una prova maiuscola di Mark Boals. Il primo disco si conclude con la già citata “Firestorm” e qualche disomogeneità tra le parti cantate e le parti ritmiche, forse dovuta al pathos e all’ambientazione del girone in cui i protagonisti si trovano, quello dei bestemmiatori, dei sodomiti e degli usurai. Le tracce del secondo disco, a parte la breve intro “On Geryon’s Back”, sono tutte molte lunghe e prendono in considerazione alcune delle figure storiche più conosciute: Ulisse e il suo “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”; i Giganti con Nimrod, interpretato da colui che ha seguito la produzione e la fase di mixaggio, Simone Mularoni dei DGM; il conte Ugolino (con la voce di Oleg Smirnoff, tastierista dei Labyrinth e degli Eldrich) in “Cocytus (The Ice Terror)” e infine Lucifero.
Molto complesso e sicuramente intrigante anche solo pensare di avvicinarsi alla Divina Commedia per portare in musica tutte le storie ivi raccontate. Si poteva finire per risultare superficiali o troppo pesanti; il compositore Oscar Grace invece ha passato molto tempo prima di dare alla luce questa opera metal e si nota dai moltissimi particolari messi al posto giusto, da cantanti scelti per interpretare personaggi storici noti a orchestrazioni e lirismi tanto cari ai Therion del periodo di “Secret Of The Runes” e “Gothic Kabbalah”. Non mancano però i riff e gli assoli più spostati agli anni Ottanta e le parti di tastiera (suonata da Filippo Martignano, ultimamente sentito sul disco di Lione/Conti) più progressive. La speranza lasciata da Dante e Virgilio all’ingresso agli inferi era un po’ quella prima dell’ascolto di “The Divine Comedy: Inferno” e, si può dire, è stata ben ripagata: un’opera completa, eterogenea, capace di abbracciare i gusti di molti ascoltatori.

TRACKLIST

  1. In The Midway Of Life’s Journey
  2. The Mission Of Virgil
  3. Gate Of Hell (Arrival Of Charon)
  4. The Borderland
  5. Whirlwind Of Lovers
  6. Under Eternal Rain
  7. To The Edge Of Stygian Lagoon
  8. Regnum Dite
  9. Burning Graves
  10. Phlegethon (The Bloody River)
  11. Forest Of Suicides
  12. Firestorm
  13. On Geryon’s Back
  14. Ten Moats Of Damnation (Interlude: The Ulysses' Chant)
  15. In Hands Of Titans
  16. Cocytus (The Ice Terror)
  17. Lucifer
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