SIGYN – From Nation To Chaos

Pubblicato il 07/07/2026 da
voto
7.5
  • Band: SIGYN
  • Durata: 00:43:42
  • Disponibile dal: 10/07/2026
  • Etichetta:
  • Noble Demon Records

Dopo il successo travolgente dei Children Of Bodom – saliti alla ribalta sul finire del secolo scorso con una mescolanza irresistibile tra il classico melo-death di Gothenburg la velocità del power metal e partiture di stampo neoclassico declinate in duelli incrociati tra chitarra e tastiere – sono proliferate una pletora di band (Norther, Kalmah, Imperanon e tante altre di cui abbiamo parlato nel nostro speciale dedicato a queste sonorità) intente a ripercorrerne le gesta, senza mai avvicinarsi del tutto al livello degli originali (prendendo come metro di paragone il primo decennio di attività).
La prematura scomparsa di Alexi Laiho nel 2020 sembrava aver messo definitivamente la parola fine, ma negli ultimi mesi il nome dei Bodom si è sentito nominare sempre più spesso, tra concerti dal vivo dei superstiti della formazione originale (tornati ad esibirsi, per il momento in date selezionate, con il cantante dei Lost Society a fare le veci di Laiho) e la ritrovata verve discografica dei Warmen, progetto parallelo del tastierista Janne Wirman evolutosi da semplice side-project strumentale ad una band vera e propria sulle orme dei CoB, con l’ex Norther ed Ensiferum Petri Lindroos entrato nel 2023 nella duplice veste di cantate/chitarrista.

In tutto questo revival non potevano mancare nuove band influenzate dai Bodom, e così dopo gli svedesi Northborn parliamo oggi dei finlandesi Sigyn, band per la verità attiva dal 2008 ma ufficialmente debuttante solo tre anni fa con “Dehumanized”, esordio sì derivativo, ma capace anche di lasciar intravedere del potenziale.
Questo secondo “From Nation To Chaos” porta avanti il discorso, allineandosi perfettamente ai nomi citati in apertura, dai Bodom di “Follow The Reaper” e “Hate Crew Deathroll” in giù, con in più una produzione al passo coi tempi ed arrangiamenti orchestrali dal taglio più cinematografico, seguendo una tradizione che dai Dimmu Borgir arriva fino ai connazionali Wolfheart.
In uno sfoggio continuo di tecnica, velocità, potenza ritmica e melodia (confinata alle parti soliste e alle tastiere, nessun ritornello pulito è stato utilizzato nella lavorazione del disco) l’unico ‘limite’, se vogliamo, dell’album è anche il suo principale pregio, ovvero la totale aderenza ai canoni del genere tracciati dalla band di Espoo tra il 1997 e il 2005, col rischio a tratti di scivolare nel tributo dichiarato in brani come “Blind Prophet” (una versione moderna di “Downfall”, a partire dal giro di tastiera posto in apertura) o la più cadenzata “I Am Nothing” (midtempo di sei minuti che, viceversa, strizza il plettro a “Every Time I Die”).
Non mancano altri riferimenti qua e là, ma al netto del citazionismo più o meno spinto – a seconde dei punti di vista percepibile come un piacevole easter egg o una mancanza di originalità da cover band evoluta – è apprezzabile la capacità dei Sigyn di saper mescolare le diverse anime assunte negli anni da Lahio e compagni: si spazia quindi dal groove thrash’n’roll dell’opener “A New Nation” (in pieno stile “Hate Crew Deathroll”) alle ritmiche saltellanti di “Break These Chains”, in questo caso assimilabili nella strofa alla celeberrima “Only For The Weak” degli In Flames, per arrivare alla velocità smodata di “Creating My Own Chaos”, forse la migliore del lotto per come riesce ad amalgamare chitarre e tastiere in un miscuglio sonore multiforme ma al tempo stesso scorrevole; discorso simile per la conclusiva “World In Flames”, dove i cinque musicisti mostrano forse per la prima volta di poter andare oltre i propri riferimenti mescolando orchestrazioni digitali vivaci, assoli funambolici e rallentamenti atmosferici senza soluzione di continuità.

Il fattore originalità non è dalla loro, ma d’altronde personaggi eclettici come Alexi Laiho non nascono tutti i giorni ed a queste sonorità hanno attinto in tanti negli ultimi vent’anni, compresi gli stessi Bodom dal 2005 in poi: in un momento storico in cui la band più famosa di Espoo è di nuovo sotto i riflettori ben vengano dunque band come i Sigyn, soprattutto se con un lavoro potente ed ispirato come questo “From Nation To Chaos”.

TRACKLIST

  1. A New Nation
  2. Blind Prophet
  3. Break These Chains
  4. Creating My Own Chaos
  5. The Crawlers
  6. Illusion Of Justice
  7. Fallen Monuments
  8. I Am Nothing
  9. World In Flames
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