6.0
- Band: SILVERSTEIN
- Durata: 01:10:39
- Disponibile dal: 30/05/2006
- Etichetta:
- Victory Records
- Distributore: Venus
I canadesi Silverstein sono diventati, nel giro di breve tempo e di due album, una delle priorità Victory Records, capaci di ammaliare la scena emo-screamo-core con canzoni assolutamente catchy e, allo stesso tempo, pregne di tristezza, malinconia e disperazione, tutti fattori che certamente invogliano la popolazione di giovani sull’orlo della depressione per futili motivi ad interessarsi alla musica di Shane Told e compari. Forse un po’ prematura, arriva quindi questa release riassuntiva, intitolata “18 Candles: The Early Years” e contenente al suo interno tutta la discografia pre-debutto della formazione nord-americana, ovvero il demo “Summer’s Stellar Gaze” e l’EP “When The Shadows Beam”, più una bella sezione di bonus-track, nettamente più interessante del resto. E sì, in quanto bisogna dire che, a meno che non si sia fan sfegatati del combo, i primi anni dei Silverstein sono tranquillamente by-passabili: “Summer’s Stellar Gaze”, pur mostrando un gruppo già con buone idee e trame chitarristiche vincenti, si avvale di uno Shane Told a dir poco pessimo, capitato a registrare le sue parti in poche ore di evidente latenza vocale ed ancora non in grado di cantare in screaming, né di personalizzare appieno le linee melodiche…una pena, insomma; “When The Shadows Beam”, decisivo per la band nell’andare a pescare il contratto con la Victory, è molto meglio, ma quattro brani su sei andranno poi a finire sull’esordio “When Broken Is Easily Fixed”, quindi non si perde molto a non possederlo. La terza parte, invece, dedicata alle bonus-track, è discretamente appassionante: il singolone “My Heroine”, presentato in versione acustica voce/chitarra, diventa ancora più strappalacrime e l’interpretazione di Told è strepitosa; stesso discorso per “Call It Karma”, sebbene il pezzo non sia eccezionale; gli episodi live raggiungono la sufficienza ma non esaltano, anche se “Bleeds No More” resta un bellissimo brano; infine, abbastanza riuscito il remix dance di “Smile In Your Sleep”, molto vicino alle atmosfere delle canzoni delle Tatu (e qui a molti alla lettura si sarà lussata la mandibola…)! Release di complemento, dunque, per i diehard fan dei Silverstein; gli altri vadano direttamente senza problemi sui due full-length, nulla di compromesso!
