SIMUS – Vox Vult

Pubblicato il 29/01/2015 da
voto
6.5
  • Band: SIMUS
  • Durata: 00:61:10
  • Disponibile dal: 03/02/2015
  • Etichetta: Bakerteam Records
  • Distributore: Audioglobe

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Secondo lavoro, dopo il primo Ep “Human Prison”, per i laghèe Simus la cui musica continua ad essere un concentrato di influenze variegate e sicuramente ben strutturate, forse non così vicina a Mastodon e A Perfect Circle come si legge nelle presentazioni della band, ma forse più vicina ai Coheed And Cambria, con cui i nostri hanno anche condiviso il palco, e forse più rispettosa nei confronti di una certa scena prog metal di matrice moderna che in Italia ha lasciato lo zampino. Nella title track d’apertura, dopo la evocativa intro “Giano”, captiamo anche i break tipici di certi Linkin Park e cogliamo la potenza d’espressione più metalcore che caratterizza “Vox Vult”, strutturata con un impatto potente eppur intricato. Pian piano però la potenza si affievolisce per lasciare spazio ad un ritmo più cadenzato e alternative a tinte fosche, interrotto da interessanti partiture e interventi più tipici di un certo prog metal, quasi Dream Theater o Riverside, influenze che sono sospese e dettate dall’interpretazione, sicuramente peculiare, del singer Mimmo D’Elia che oscilla sagacemente tra le melodie di un Labrie, l’incisività di Bennington e l’eclettismo di stampo alternative metal più moderno, ma senza mai cadere nel mero citazionismo, seppur dimostrando apertamente il suo timbro italofono. Interessante a questo proposito la lezione in italiano di “Mantis”, personale e interessante nel suo incedere canonico ma funzionale ad un discreto risultato espressivo, o quella più ascetica di “Fakir”. Il lavoro dei musici è ben espresso, soprattutto quello dell’apparato melodico di Pace e Perri, che intessono interessanti melodie fluttuanti (“Bitter Taste”). Esperimento, quello di “Vox Vult”, che può essere considerato come prodotto internazionalmente valido ma portato pian piano avanti però, data anche l’ampia durata del disco, in favore di un appeal canonico e non particolarmente originale, che svuota di senso quello che di interessante ci sarebbe nella poetica dei comaschi. Proprio per queste premesse più che considerevoli, “Vox Vult” non brilla come dovrebbe o potrebbe e rimane sicuramente un buon prodotto, ma immerso nella mediocrità di tanti altri risultati simili in un panorama più che affollato. Potrebbe altresì essere un punto di inizio per costruire interessanti architetture se le idee e lo spirito eclettico e più originale dei Simus diventassero le fondamenta su cui erigere il proprio futuro.

TRACKLIST

  1. Giano
  2. Vox Vult
  3. Planet Caiak
  4. Mantis
  5. Who Am I?
  6. The Soulmaker
  7. Bitter Taste
  8. Fakir
  9. Deus Vult
  10. Requiem For My Moon
  11. The Golden Pendulum Of Babylon
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