SINBREED – IV

Pubblicato il 02/12/2018 da
voto
7.5
  • Band: SINBREED
  • Durata: 00:48:25
  • Disponibile dal: 23/11/2018
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Dopo aver immesso sul mercato ben tre album decisamente apprezzati dal pubblico e dalla critica specializzata, gli speed/power metaller teutonici Sinbreed si ripresentano al varco con un quarto lavoro, intitolato semplicemente col numero romano “IV”, le cui premesse sembravano inizialmente tutto fuorché luminose e promettenti: risale infatti ad alcuni mesi fa la notizia riguardo la separazione dal carismatico vocalist Herbie Langhans, che molti di voi conosceranno per la sua militanza nei compianti Seventh Avenue e, soprattutto, per essere divenuto, da un paio d’anni a questa parte, la nuova voce di supporto maschile degli immensi Avantasia, affiancato sempre dalla bella Amanda Somerville. Risulta quindi evidente che un frontman di tale portata non sia esattamente il più semplice da sostituire, ma per fortuna le buone notizie non hanno tardato ad arrivare, grazie alla conferma in veste di nuovo ingresso del giovane e vulcanico Nick Holleman, ex voce degli americani Vicious Rumors, giunto appositamente per salvare la situazione insieme anche al nuovo chitarrista Manuel Seaone.
Una line-up rinnovata per un album che parte in maniera esplosiva, con la grintosa e cantabile “First Under The Sun”, durante la quale il sopracitato nuovo vocalist può già fare sfoggio di tutte le proprie capacità, mentre i suoi compagni gestiscono ottimamente il comparto strumentale di un brano power metal veloce e tagliente con tutti i crismi, sorretti come sempre dal rullo compressore Frederik Ehmke dietro le pelli. La successiva prima metà del disco segue perfettamente la linea guida dettata dalla opener, proponendo estratti carichi e affilati, in cui l’adrenalina la fa tendenzialmente da padrone, così come la voglia di lasciarsi andare a un po’ di sano canto a squarciagola in concomitanza dei ritornelli melodici ed evocativi, da sempre immancabile marchio di fabbrica del genere trattato. In particolar modo la micidiale “Into The Arena” riesce a ricordarci i mitici Primal Fear grazie alla sua struttura rocciosa e demolitiva, abbinata però ad una musicalità orecchiabile e ricca di empatia; allo stesso modo, la successiva “Pale-Hearted” ci ha rammentato il periodo più power dei connazionali Edguy, anche grazie alla timbrica di Frederik, davvero molto in linea con quella dell’apprezzato Tobias Sammet. La sua prova non può che lasciare a bocca aperta pressoché qualsiasi ascoltatore, esattamente come fu anche per l’album “Concussion Protocol” della sua band precedente, e non possiamo che essere entusiasti del fatto che la scena metal mondiale si stia accorgendo dell’immenso talento di questo ragazzo appena ventiseienne, la cui carriera si prospetta davvero scintillante e ricca di apparizioni di rilievo.
La danzabile “Final Call” e l’oscura “The Purge” spezzano temporaneamente il ritmo serratissimo fino a questo punto, prima di ricominciare a picchiare duro con il trittico finale, la cui luminosa conclusione “Through The Fire”, all’interno della quale il lavoro alle tastiere di Flo Laurin appare come vero protagonista, sancisce la fine di un album sicuramente non esente da qualche lieve difetto: su tutti una leggerissima monotonia generale che potrebbe scontentare ascoltatori alla ricerca di un prodotto più variegato, ma che a parer nostro non penalizza un lavoro di genere power metal decisamente munito dei cosiddetti, in grado di fornire poco più di tre quarti d’ora a base di ritmiche velocissime e chorus orecchiabili, non semplici da dimenticare una volta concluso l’ascolto. Qualcuno poi potrebbe forse storcere il naso per via delle tematiche fortemente ispirate alla religione cristiana e alla ricerca di una speranza all’interno di una sorta di buio dilagante, ma anche in questo caso si tratta di una caratteristica voluta e parte integrante della proposta in questione. Perciò, se per voi il metal deve essere sempre e comunque musica relativamente oscura e con un retrogusto quasi malvagio, rivolgete le vostre attenzioni altrove; se invece ritenete ci possa essere spazio anche per un certo tipo di solarità, allora date nuovamente una possibilità ai Sinbreed, che al quarto album dimostrano di avere ancora carattere da vendere.

TRACKLIST

  1. First Under The Sun
  2. Falling Down
  3. Wasted Trust
  4. Into The Arena
  5. Pale-Hearted
  6. Final Call
  7. The Purge
  8. Pride Strikes
  9. At Least I Am
  10. Through The Fire
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.