SINISTRO – Sangue Càssia

Pubblicato il 30/12/2017 da
voto
6.5
  • Band: SINISTRO
  • Durata: 00:57:58
  • Disponibile dal: 05/01/2018
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Saliti alla ribalta dopo i buoni risultati ottenuti con il precedente “Semente” (2016), seppur stroncato senza speranza su questo stesso portale, i portoghesi Sinistro hanno ottenuto ancor più visibilità grazie alla recente tournée europea che li ha visti protagonisti, assieme ai Pallbearer, quali apripista per i Paradise Lost. Piuttosto pressante è dunque l’attesa per questo terzo full della band lisbonese, intitolato “Sangue Càssia” e presentato da una cover accattivante ed emblematica. Lo sludge-post-doom metal ambientale e decadente della band pare maturato ed in grado di elevare ulteriormente lo status di band-rivelazione dei Sinistro, ma non ci fa ancora gridare al miracolo, anzi, pare esserci di nuovo qualcosa che freni lo slancio entusiasta che si possa provare nei confronti di tale formazione. Chiaro, lo scoglio più impervio da affrontare è la voce e l’interpretazione recitativa della magnetica Patricia Andrade: sicuramente le influenze che il fado, il canto nazionale portoghese, fa penetrare all’interno del background della Andrade e quindi nei Sinistro sono importanti; e, considerata la lenta, complessa e deprimente cadenza che il canto in questione possiede, la fruizione di “Sangue Càssia” per intero – poco meno di un’ora di durata – è ardua e lambente fiumi di noia. I singoli brani iniziano a funzionare solo dopo una cospicua manciata di ascolti e per larghi tratti di “Sangue Càssia” si trova il tempo per pensare a tutt’altro, troppe volte allontanati per sfinimento dall’ascolto attento del disco. La classe, la raffinatezza, l’eleganza di questa compagine, basti osservare anche uno dei loro ultimi video – “Petalas” e “Lotus”, i brani coinvolti – non sono per nulla in discussione, ma “Sangue Càssia” è un album pesante da digerire, seppur si riesca tranquillamente ad assorbire i più massicci groove ipnotici, schiacciati tra drammatiche evoluzioni doom e gorghi di putridume slow-sludge. La sezione strumentale, nonostante un’abilità innata e una giusta attitudine in grado di convogliare atmosfere realmente angoscianti alla musica dei Sinistro, non stupisce mai e si limita ad un (più che discreto) lavoro di cesellamento e taglia&cuci, per plasmare attorno alle litanie della Andrade la più adatta delle melodie o il più adatto degli accompagnamenti. Si va dagli oltre dieci minuti di “Cosmos Controle” e “Cravo Carne” fino alla breve “Petalas”: la voluta monotonia delle linee vocali, teatrali ma sempre molto contenute e frenate, non fa eccezioni per nessuno e ci accompagna per tutto “Sangue Càssia”. Marchiati a fuoco dal timbro caldo e lacrimevole di Patricia, i Sinistro non riescono però a raggiungere vette già raggiunte in diversi tempi passati (remoti e prossimi) da formazioni a loro accostabili: The Third And The Mortal, Gospel Of The Witches, The Gathering, la stessa Myrkur, i defunti connazionali Ava Inferi paiono essere spanne sopra. Un ascolto complicato, dunque, durante il quale pare importante allineare il proprio mood a quello sinistro dei Sinistro. Pena l’impellente bisogno di svago immediato e necessaria liberazione.

TRACKLIST

  1. Cosmos Controle
  2. Lotus
  3. Petalas
  4. Vento Sul
  5. Abismo
  6. Nuvem
  7. Gardenia
  8. Cravo Carne
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