SINISTRO – Vértice

Pubblicato il 07/10/2024 da
voto
7.0
  • Band: SINISTRO
  • Durata: 00:51:48
  • Disponibile dal: 04/10/2024
  • Etichetta:
  • Alma Mater Records

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A distanza di sei anni dalla pubblicazione del precedente “Sangue Cássia”, tornano sulle scene metalliche i portoghesi Sinistro, dopo aver lasciato la Season Of Mist ed essere approdati sotto le ali protettive della compatriota Alma Mater, etichetta discografica gestita dal guru lusitano Fernando Ribeiro (per chi non lo sapesse frontman, cuore e anima dei Moonspell).
Sei anni non sono pochi, e se ci mettiamo anche la grossa ed ingombrante parentesi della pandemia di Covid-19, allora capiremo bene come i Sinistro del 2024 sono una band piuttosto diversa da quella conosciuta in passato.
Oddio, non che abbiano cambiato diametralmente genere suonato, questo no, ma con “Vértice”, tale il titolo della nuova opera, possiamo ben dire che il gruppo originario di Lisbona entra in quella che è la sua terza incarnazione stilistica: l’esordio omonimo, datato 2012, ci presentava un terzetto dedito ad uno sludge/post-doom metal strumentale e passionale, lasciato da parte in fretta per accogliere in formazione la peculiare voce di Patricia Andrade, utile a bollare di melodie crepuscolari, quasi tediose e imbevute di fado, i successivi “Semente” (2016) e “Sangue Cássia” (2018), più raffinati, pacati e post-oriented del debutto; ora i Nostri, forse vogliosi di dimostrare qualche velleità maggiormente più incisiva, si riapprocciano sul mercato con a bordo una nuova cantante, Priscila Da Costa, molto meno invischiata della Andrade in interpretazioni fadesche, ma anche, pregio o difetto che sia, più classica e usuale della sua antecedente.
Ne escono così dei Sinistro più avvincenti, con delle linee vocali sì più standard, ma anche dal timbro più squillante e potente, molto vicino alle evoluzioni di fuoriclasse quali Anneke Van Giersbergen e Agnete M. Kirkevaag: non per nulla il primo brano, “Amargura”, prende molta ispirazione da quanto fatto dai The Gathering su “Mandylion” e “Nighttime Birds”, mentre a tratti la Da Costa gigioneggia e impazza come solo la grande Agnete – cantante dei norvegesi Madder Mortem – si può permettere di fare.
Canzoni più dirette e assimilabili, dunque, sono alla base di “Vértice” e del nuovo ‘look’ dei Sinistro, che però non abbandonano neanche del tutto la loro tradizionale e apatica malinconia, dovuta principalmente al lento e sinuoso viluppo del cantato portoghese attorno al post-doom metal che i ragazzi vanno proponendo. Le sezioni acustiche si sono acuite di nostalgia più melodica e immediata (ascoltate bene il giro portante di “Pontas Soltas”, davvero cupo e caldo allo stesso tempo), mentre le ampie sezioni metalliche sono pesanti, epiche e solenni, sempre contenute in un sostrato raffinato e in un certo senso dimesso, mai in procinto di ‘sbracare’, bensì atto a tenere la barra del timone su flutti oscuri, delicati e molto seriosi.
Paulo Lafaia alla batteria e Ricardo Matias alla prima chitarra sono i due membri fondatori rimasti, e soprattutto l’esperienza di Paulo dietro le pelli permette a “Vértice” di restare vivo e sostenuto fino alla sua conclusione, sorretto anche dal basso puntuale e ridondante del nuovo Pedro Do Vale e dai riffoni doom-gothic della seconda chitarra di Rick Chain, ottimamente intreccianti con le soluzioni sempre varie dell’altro compare alla sei-corde.
Il breve incipit e la partenza del groove portante della seconda “Elegia” sono molto probabilmente lo spezzone meglio scritto dai Sinistro nella loro carriera, mentre il lungo finale affidato agli oltre dieci minuti di “Templo Das Lágrimas”, con tutti i suoi molteplici aspetti stilistici ed emotivi, è la perfetta chiosa di un lavoro che sale inesorabilmente fruizione dopo fruizione, proprio dove i suoi predecessori fallivano rumorosamente, ovvero nell’invogliare l’ascoltatore di turno a ripetere un ascolto o a rispolverare il disco dopo qualche giorno, e non dopo due anni di dimenticatoio.
I defunti connazionali Ava Inferi e, sotto l’aspetto della costruzione dei brani, i tedeschi Ahab possono essere altri due punti di riferimento per capire i quasi nuovi Sinistro, che non avranno composto un disco miracoloso ma che finalmente portano a casa una recensione per buona parte molto positiva. Proprio “Elegia” e “O Equivocado”, dotata di arrangiamenti di tastiera più invasivi che negli altri episodi, ci risultano essere le canzoni più interessanti di tale album, che può rappresentare un nuovo via per i suoi autori che, pur restando fedeli alla musica della loro terra, si sono emancipati verso un suono più mitteleuropeo e anni Novanta.
A voi giudicare, infine, se sia un bene riuscito o un male ancora poco convincente: una speranzosa chance gliela si può tranquillamente concedere, è chiaro.

 

TRACKLIST

  1. Amargura
  2. Elegia
  3. Pontas Soltas
  4. O Equivocado
  5. Perfeita Encenação
  6. Templo Das Lágrimas
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