6.0
- Band: SINPHOBIA
- Durata: 00:41:21
- Disponibile dal: 26/02/2016
- Etichetta:
- Bakerteam Records
- Distributore: Audioglobe
I Sinphobia sono un gruppo di Verona che con questo disco di debutto viene lanciato sul mercato dalla Bakerteam Records. Per essere un primo lavoro dobbiamo ammettere che i Nostri svolgono un lavoro egregio in termini di presentazione: un buon suono corposo, pieno e aggressivo, un bell’artwork ad opera di Ashraf E. Shalaby, un concept lirico ragionato e volto a spiegare anche il significato del loro moniker, che vuole spronare l’ascoltatore ad affrontare la paura che è un freno per l’essere umano e che deve necessariamente imparare appunto ad affrontarla e vincerla. Sin dai primissimi ascolti riconosciamo che “Awaken” è un disco facilmente assimilabile, i brani hanno un impatto molto forte, sono memorizzabili nella semplicità delle loro strutture molto squadrate e martellanti. I Sinphobia si destreggiano in un death groove sporco di thrash metal, un genere che per definizione richiede molto dinamismo e una certa capacità di sprigionare energia e groove. Ma è proprio con il susseguirsi degli ascolti che appare evidente come il loro modo un po’ prevedibile di scrivere i brani sia il vero punto debole del disco. L’errore principale, a nostro avviso, crediamo risieda nell’utilizzo delle stesse soluzioni ritmiche e chitarristiche – anch’esse per la verità già piuttosto derivative e sentite in molti contesti – praticamente per gran parte della durata del platter. Un riffing basato principalmente sulla ritmica, e che lascia in secondo piano la fase melodica, richiede appunto un’ossatura ben più varia e dinamica, oppure un coinvolgimento e un pathos decisamente più debordanti. Se da un punto di vista prettamente tecnico abbiamo poco da criticare, quello che manca è la classica “pacca” che è fondamentale per il successo in questo genere. L’immediatezza e l’impatto frontale dei brani, nonché i pochi fronzoli e orpelli, sono caratteristiche che da un lato possono garantire un discreto successo nei concerti perché, lo ripetiamo, ai primissimi ascolti, i pezzi girano discretamente. Per contro però la grande musica deve resistere soprattutto alla prova del tempo e “Awaken” è uno di quei dischi che non stimola il riascolto. Non è escluso che i Nostri, superata questa prima fase in cui come obiettivo hanno quello di farsi conoscere da quanta più gente possibile, possano correggere il tiro e tornare con qualcosa di più evoluto. Per il momento non ce la sentiamo di andare oltre una piena sufficienza.
