7.0
- Band: SIX FEET TALL
- Durata: 00:23:22
- Disponibile dal: 21/03/2025
- Etichetta:
- Mother Ship Records
Ci hanno messo cinque anni, i Six Feet Tall, per dare un seguito all’EP “Be Grave With Your Life” del 2020, il cui tour promozionale è stato inibito dalla pandemia dello stesso anno.
In quel clima di sconforto, la band ha scelto di adottare una strategia da ‘tabula rasa‘, mettendo da parte i brani già registrati per il secondo album a favore di nuove composizioni: queste ultime sono confluite quindi in “Daily Whistle”, in uscita per la Mother Ship Records (etichetta che ha visto transitare nel proprio roster, tra gli altri, anche Lento e Marnero).
L’obiettivo del nuovo album è proporre all’ascoltatore una breve (ventitré minuti) selezione di brani ruvidi, ma con linee vocali decisamente immediate, che attenuano in parte le aspre sonorità noise/punk del lavoro precedente (asperità che dominavano tracce come “Do/Don’t” o “Hold My Mask”); nonostante ciò, gli arrangiamenti non rinunciano a mettere le chitarre al centro, mantenendo questa come la principale caratteristica del songwriting della band perugina.
“Daily Whistle” prende quindi l’avvio con un grunge dalle venature stoner (“Not To Tough The Herd”), per poi proseguire con la caracollante “Why Walk When You Can Be a Victim” e gli stop’n’go di “Sad Crown, Sad Town”, dall’esecuzione che si fa sguaiatamente sludge in coda.
Come abbiamo detto in precedenza, i riferimenti musicali si sono spostati dal punk/noise al grunge, senza che per questo cambi il decennio di riferimento (gli anni Novanta), come testimoniano “That’s How Impermanence Works” e “I Saw You”, dove albergano le reminiscenze caustiche dei Nirvana di “Bleach”, o l’atmosfera oppiacea di “Here Comes The Evil Focault”, in cui a tratti fanno capolino i Tad di “8-Way Santa”.
L’album si chiude con la melodia avvolgente di “Limits” (nobilitata dalla cantautrice Vespertina alle seconde voci, in un piacevole intervento che richiama lo stile di Juliana Hatfield) che rappresenta, insieme all’opener “Not To Tough The Herd”, il pezzo più convincente dell’intera scaletta, e la direzione più intrigante che i Six Feet Tall potrebbero prendere, in un lavoro promettente che fotografa una band in piena evoluzione, e che attendiamo con curiosità di vedere sviluppare nelle prossime uscite.
