SKELETONWITCH – Devouring Radiant Light

Pubblicato il 17/07/2018 da
voto
7.5
  • Band: SKELETONWITCH
  • Durata: 00:46:03
  • Disponibile dal: 20/07/18
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

Se nel lontano 2007 avevate strabuzzato le orecchie nell’ascoltare il superbo “Beyond The Permafrost”, quando pigerete play per dare avvio al nuovissimo “Devouring Radiant Light” vi sembrerà di aver completamente sbagliato band. Dove sono finiti gli Skeletonwitch? Dov’è finito quel gruppo autore di una perfetta formula black/thrash, marchiata da scariche di riff, ripartenze telluriche e scream adrenalinici? Nulla o quasi è rimasto di quell’album, di quel sound, di quella forma old-school che animava l’intero quintetto. Che i ragazzotti dell’Ohio non fossero nuovi ai cambiamenti lo si era potuto notare già in passato: ognuno dei cinque full-length prodotti sinora aveva sempre portato con sé una leggera ventata di novità; ma se quelli furono delle variazioni minimali, questa volta siamo di fronte ad un vero e proprio ribaltone. Sì certo, vi sono ancora degli sparuti rimandi alle sonorità degli esordi, ma sono veramente poca cosa di fronte a questa nuova versione melodic-death intrapresa dalla ditta delle sei corde firmata Nate Garnette e Scott Hedrick. Prendendo in prestito una mappa mondiale della musica, possiamo tranquillamente dire che l’act americano ha lasciato la pianura a stelle e strisce per abbracciare in toto la grinta malinconica della penisola scandinava, avvicinandosi in più di un episodio a quella matrice più melodica, introspettiva e ragionata (la durata media di ogni brano è di circa sei minuti) che trovò le sue fondamenta in quel di Gotheborg.
Un’inversione di tendenza i cui presagi si erano già avvertiti un paio di anni fa e non tanto per la defenestrazione ufficiale del singer e fratello di Nate, Chance Garnette, quanto per il successivo acquisto di Adam Clemans. Una sostituzione che ha avuto come banco di prova l’EP del 2016 targato “The Apothic Gloom”, in cui si potevano scorgere i primi sprazzi di ciò che sarebbe definitivamente esploso con “Devouring Radiant Light”. Un cambio di rotta che sicuramente farà storcere il naso ai puristi della prima ora e, inversamente, saltare di gioia i fanatici delle sperimentazioni e dei rinnovamenti.
Il viaggio all’interno della grotta ‘cappuccina’ e nuvolosa prende inizio con la mistica “Fen Of Shadows”: le sferzate di Garnette ed Hedrick lasciano il posto a passaggi più atmosferici e gelidi su cui la grezza voce di Clemans distilla un songwriting preciso e meditato. Un brano che nelle parti più cadenzate richiama i primi (e migliori) In Flames; un avvio di sicuro impatto ed altrettanto spiazzante. “When Paradise Fades” ci riporta per un attimo alle sfuriate primordiali ma è “Temple Of The Sun” a regalarci un’autentica strigliata black e inquietante. Il punto di svolta con il passato (benchè “The Luminous Sky” ci lanci un ultimo salto a ritroso) coincide comunque con la title-track: una fredda e maligna marcia avanza lentamente lungo gli scream/growl dello stesso Clemans, segnando così un ulteriore solco nei terreni glaciali nord-europei. Atmosfere cupe, a tratti quasi depresse che ritornano prepotenti nella lunga e sontuosa “The Vault” prima che la conclusiva “Sacred Soil” timbri definitivamente questo nuovo tassello firmato Skeletonwitch.
Il consiglio ai fan degli esordi è quello di dare a “Devouring Radiant Light” più di un’occasione. Anche per chi vi scrive il vertiginoso cambiamento è stato inizialmente digerito con più di una riserva tuttavia, dopo diversi ascolti, ha guadagnato sempre più punti finendo per essere premiato come uno dei migliori lavori realizzati dalla band dell’Ohio.

TRACKLIST

  1. Fen Of Shadows
  2. When Paradise Fades
  3. Temple Of The Sun
  4. Devouring Radiant Light
  5. The Luminous Sky
  6. The Vault
  7. Carnarium Eternal
  8. Sacred Soil
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