7.5
- Band: SKELETONWITCH
- Durata: 00:20:51
- Disponibile dal: 19/08/2016
- Etichetta:
- Prosthetic Records
Gli Skeletonwitch sono una di quelle band che, nel corso della sua carriera, si è sempre data da fare tra tour e album, fermandosi di rado nonostante le avversità. L’ultimo ostacolo che hanno dovuto superare i Nostri è stata la grana con l’ormai ex cantante Chance Garnette (fratello del chitarrista Nate), che è stato allontanato dalla band in maniera nemmeno troppo amichevole, con ogni probabilità a causa dei suoi problemi con l’alcool. Gli americani, dell’Ohio, però non si sono persi d’animo, si sono rimessi al lavoro con un nuovo cantante, l’ex Wolvhammer Adam Clemans e, fondamentalmente, il presente EP è volto a presentare il nuovo entrato nonché il nuovo sound della band. I quattro brani che compongono “The Apothic Gloom” dobbiamo dire che sono di ottima fattura, la radice è sempre bene o male un melodic death ‘blackened’ thrash, ma stavolta gli Skeletonwitch sembrano essersi concentrati più su partiture blackish, senza snaturare però eccessivamente il sound che li aveva fatti notare. La produzione è leggermente più cruda e sinistra, ma ugualmente ben definita e avvolgente, ad opera di Kevin Bernstein (Noisem, Mutilation Rites) ma è un riffing più gelidamente black metal oriented a fare la differenza. Con la loro solita vena melodica in certi frangenti ci sembra di sentire i migliori Nachtmystium: provate a sentire l’inizio della bellissima traccia conclusiva “Red Dead, White Light” uno dei brani più lunghi e probabilmente articolati della loro carriera, oppure la parte centrale della title track. Ma, come dicevamo, gli Skeletonwitch non hanno perso la loro identità e “Well Of Despair” è il tipico brano nel loro stile, con un’atmosfera glaciale e assolutamente fascinosa, un riffing trascinante e frizzante, leggermente apocalittico ma assolutamente energico. “Black Waters” inizialmente va a riscoprire l’indole più heavy del gruppo (si sente una leggera eco rockettara alla Kvelertak), salvo poi divenire un ottimo brano di melodic black thrash con un cavalcante e ispiratissimo assolo finale. Chissà se l’essere andati in tour con Abbath può in qualche modo aver influito sul loro sound, di fatto ad oggi i Nostri sembrano aver fatto un cambio di rotta virando su territori black ottenendo risultati assolutamente notevoli. Se gli Skeletonwitch riuscissero a mantenere un livello qualitativo di songwriting del genere, su tutto un full length, parleremo senza dubbio di un mezzo capolavoro nel loro genere. Intanto comunque non bruciamo le tappe e godiamoci questa ottima manciata di brani.
