6.0
- Band: SKINEATER
- Durata: 00:37:36
- Disponibile dal: 18/02/2013
- Etichetta:
- Pulverised Records
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Sebbene siano al debutto, questi Skineater sono formati da vecchie volpi dello show biz, gente che suona da una vita anche se magari i loro nomi a molti diranno poco o niente. Vi basti sapere che tra i membri della band vi sono musicisti che in passato hanno suonato con Dark Funeral, Carnal Forge, Defleshed e In Thy Dreams, giusto per citare i nomi più noti. “Dermal Harvest” rappresenta quindi l’esordio per il quintetto ed in definitiva può essere tranquillamente catalogato come un lavoro affine al death metal svedese, che nel proprio DNA ha sia band quali Dismember ed Entombed da un lato e In Flames, Enter My Silence e Withering Surface, sebbene queste due ultime formazioni fossero rispettivamente finlandesi e danesi. I dieci brani contenuti nell’album sono di qualità altalenante e non riescono quasi mai a fondersi in un insieme coerente, preferendo concentrarsi di volta in volta o sulla violenza tout court o su un eccesso di melodia. Non è un caso che l’episodio migliore del lotto sia “Thousand Dead Faces”, up tempo swedish death al cui interno convivono un impatto notevolissimo ed un senso melodico perfettamente bilanciato che ha negli In Flames la propria massima ispirazione. Bene anche l’opening track “He Was Murdered”, buon esempio di death melodico senza dubbio non originale ma dannatamente ben fatto. Le rimanenti tracce non spiccano certo per il loro contenuto: si passa dalla noia mortale generata da “Solitude Discord” e “Made Of Godsick”, dove i Nostri provano ad abbassare i ritmi e ad incupire il mood (in particolare “Made Of Godsick” si avvicina ai Morbid Angel di “God Of Emptiness”) e si arriva vicini a territori thrash (“Dismantling”) e black (“Bring Them”) senza particolari picchi. In mezzo troviamo dei brani di death svedese assolutamente canonici ed impersonali, che non riescono a lasciare il segno in nessun caso. Dato il coinvolgimento di Matte Modin, Stefan Westberg e Hakan Stuvemark negli Skineater, ci eravamo forse illusi di poter ascoltare del materiale migliore, ma così non è stato. Band a tratti piacevole e nulla più, peccato.
