7.0
- Band: SKINLAB
- Durata:
- Disponibile dal: //2002
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Self
Questo “reVoltingRoom” è il terzo capitolo della saga Skinlab, band un tempo alfiera di un sound fra Machine Head e vecchi Neurosis e ora approdata a uno stile più moderno e identificabile. E’ sparita quasi del tutto la componente thrash metal che era presente nei primi due capitoli (“Bound, Gagged and Blindfolded” e il valido “Disembody: The New Flesh”) per lasciare spazio ad un metal-core che a tratti, nei momenti piu’ veementi, pare strizzare un po’ l’occhio ai nove tizi mascherati dell’Iowa, ma che in altri – ovvero in diverse parti ad ampio respiro con voce pulita – lascia intravedere un certo amore per i Tool. Insomma, per nostra fortuna, la band, pur cambiando, si è tenuta ben lontana dall’incorporare nel proprio sound elementi hip hop, cosa che purtroppo capita spesso alle band americane del genere (vedi le ultime cafonate concepite da Robb Flynn). Comunque, tornando al CD, se le due bordate iniziali “Come Get It” e “Slave The Way” sono tutto sommato abbastanza canoniche, già dalla terza traccia, “Purify”, ci si imbatte in quello che e’ il nuovo corso della band: riff heavy e di derivazione hardcore che convivono con arpeggi e parti molto pacate che vanno a supportare la voce di uno Steev Esquivel in gran forma. In questo “reVoltingroom” si scopre percio’ un aspetto degli Skinlab che non era mai stato rivelato prima: una tristezza e una malinconia di fondo che erano state quasi sempre tenute nascoste da una valanga di distorsioni e che senz’altro si rivelano uno dei punti forti di questa nuova fatica in studio. Il resto dell’album prosegue infatti su queste coordinate ed e’ stato curioso constatare come i momenti piu’ duri, ovvero quelli in cui la band teoricamente avrebbe dovuto trovarsi piu’ a proprio agio, fossero quelli meno ispirati e convincenti, mentre la parti riflessive, al contrario, risultassero molto piu’ curate e già abbastanza mature. Insomma, questo nuovo lavoro della band statunitense e’ senza dubbio di un album transitorio, che dovrebbe portare gli Skinlab alla svolta definitiva con il prossimo full length. Ci immaginiamo già l’abbandono definitivo delle parti heavy e del growl… e probabilmente i fan di vecchia data staranno già rabbrividendo. Ma, alla luce dei risultati ottenuti in questo lavoro, non possiamo fare altro che augurarcelo. Anche perchè “reVoltingRoom”, a ben vedere, non è affatto un album commerciale: si sente che e’ suonato con il cuore e le scelte fatte sono tutto fuorchè mainstream. Ascoltatevi quel semi-capolavoro di “Never Give In” e riparliamone tra qualche tempo. Per ora, bravi Skinlab!
