7.0
- Band: SKINLESS
- Durata: 00:35:35
- Disponibile dal: 02/06/2015
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Audioglobe
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Il ritorno discografico degli Skinless era solo una questione di tempo dopo la reunion avvenuta nel 2013. Del resto, lo split vero e proprio dei death metaller statunitensi era durato solo poco più di due anni e, considerato pure il buono stato di salute di cui gode la scena death metal, le chance di ascoltare un nuovo album dei Nostri erano piuttosto elevate. “Only the Ruthless Remain” arriva più o meno nella forma che ci si aspettava: un classico lavoro Skinless, corroborato dal ritorno dietro al microfono del frontman storico Sherwood Webber ma anche lievemente rinnovato grazie – si presume – all’ingresso in lineup di un secondo chitarrista, Dave Matthews. Se negli anni il gruppo aveva costantemente cercato di migliorare la resa sonora dei propri dischi, rimanendo però sempre tutto sommato fermo sullo stesso stile a livello musicale, con “Only…” notiamo delle piccole novità su entrambi i fronti: la produzione è sicuramente quella più equilibrata della storia del quintetto, mentre alcuni dei brani sembrano voler andare oltre la comunque gradita riproposizione del tipico death metal made in New York caro ai ragazzi. La title track e “The Beast Smells Blood”, ad esempio – vuoi per delle backing vocals lancinanti vicinissime allo screaming di Peter Tägtgren, vuoi per un paio di riff più freddi e melodici – arrivano a tratti ad evocare gli Hypocrisy, una realtà che sinora non era mai stata accostabile agli Skinless. Inoltre, anche quando le sonorità sono indubbiamente groovy e classiche, questa volta il gruppo pare voler stupire con delle strutture più elaborate: in certi casi si superano persino i sei minuti e, in generale, non si scende mai sotto i quattro minuti abbondanti di durata. Non a caso, pur constando di soli sette episodi, “Only…” si rivela tutt’altro che un disco piatto o fulmineo. Gli Skinless, insomma, sembrano essersi decisamente impegnati per confezionare questo atteso come-back: non tutti i passaggi possono essere definiti memorabili o davvero necessari, ma il compromesso tra qualità e sostanza è comunque di quelli degni di nota. Chi li ha sempre amati difficilmente cambierà del tutto idea davanti a questa prova.
