voto
7.0
7.0
- Band: SKINNY PUPPY
- Durata: 00:52:22
- Disponibile dal: 18/03/2007
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
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Accompagnato da una infinita press note scritta quasi interamente di proprio pugno da Ogre e cEVIN Key, arriva il nuovo disco dei manipolatori industriali Skinny Puppy. Meno omogeneo del precedente “The Greater Wrong Of The Right”, questo “Mythmaker” torna a presentarci il duo americano nelle vesti in cui lo conoscevamo e lo apprezzavamo. Gente che si sporca le mani con l’elettronica e con le chitarre, che scrive testi sagaci e neri come la pece e che non manca mai di dar prova di poter contare su una tecnica sopraffina. Accolti dall’industrial rock irresistibilmente marziale di “Magnifishit” ci immergiamo in un album che, pure con i suoi alti e bassi, mantiene uno standard compositivo decisamente più soddisfacente di quello messo in luce dal suo predecessore. L’approccio concettuale, che si riflette inevitabilmente in un suono complesso e beffardo, è sempre lo stesso: pisciare sulle rovine della civiltà occidentale e sui suoi tic. Cosa che, al contrario di molti altri gruppi più o meno simili, agli Skinny Puppy riesce estremamente bene. “Jaher” è una specie di ballata gotica, “Pasturn” un incrocio di basi zoppicanti e drum’n bass transgenica, mentre la conclusiva “Ugli” è un inno abrasivo al limite del punk postindustriale. Come sempre, gli Skinny Puppy fanno roba radicalmente, orgogliosamente, programmaticamente diversa.
