6.5
- Band: SKINNY PUPPY
- Durata: 00:48:57
- Disponibile dal: 28/05/2013
- Etichetta:
- Metropolis Records
Spotify:
Apple Music:
Dal 1984 a oggi, il leggendario (ormai) duo industrial EBM canadese ha non solo pubblicato lavori rispettabilissimi con una regolarità sconvolgente, ma nel farlo ha anche ridisegnato i lineamenti della musica heavy digitale e riscritto le regole dell’elettronica contemporanea, quella più aggressiva per lo meno. Giunti alla boa del dodicesimo full-length, stavolta edito dalla rispettabilissima Metropolis, la band canadese comincia però a mostrare una stanchezza palpabile anche se la reputazione e la rispettabilità dei Nostri, nonostante una stringa di album recenti decisamente sottotono, sembra comunque ormai inscalfibile. Le cadute di stile sono una cosa, la stanchezza è un’altra, per questo vi diciamo che questa non è affatto una stroncatura ma una riflessione sulla ridimensionata capacità immaginifica e distruttrice di una delle band più pioneristiche e innovative della nostra epoca. “Weapon”, non abbiate timori, è un ottimo album di industrial EBM acido, apocalittico e distopico, l’ennesimo esempio di un’estetica artistica cyberpunk che ha più i lineamenti di un classico che di un esercizio di stile. Ancora una volta infatti questo disco è talmente esemplare della sottocultura cyberpunk da risultare quasi “cinematografico” e dai tratti quasi documentaristici. Impossibile non scorgere infatti nei testi e nelle famosissime vocals gracchiate di Ogre quell’estetica post-apocalittica che ha sempre trovato maggiore spazio e respiro più nel cinema che nel mercato discografico. Forse è proprio questo che fa degli Skinny Puppy un essere più unico che raro: non solo sono una band, dunque, ma soprattutto una sottocultura vera e propria. E in questo quadro stilistico immutato “Weapon” ripercorre ancora una volta passi ormai arcinoti dell’impianto sonoro della band, ma lo fa mostrando una rilassatezza palpabile che non abbiamo timore di definire stanchezza o anche mancanza di ispirazione. I brani sono tutti accomunati da un’intensità nei BPM fortemente ridimensionata con la maggior parte dei pezzi che viaggiano sotto i cento e in cui esistono molte pause, incertezze e perfino vuoti, dando alla musica tutta un feel quasi dub o dai lineamenti tipici della musica elettronica “minimal”, come per esempio il glitch. Siamo dunque al cospetto di ritmiche più lente ed atmosfere più fumose e dilatate, quasi psichedeliche, in cui ogni retaggio punk passato della band è diluito in una serie infinita di suggestioni electro-pop e di sfumature elettroniche eteree e inoffensive, e ben più atmosferiche e avvolgenti che in passato. Completamente assenti le chitarre elettriche come tanti elementi più prettamente metal che da sempre erano state una componente assolutamente vitale dello Skinny Puppy Sound. Insomma, “VIVISectVI” e “Rabies” sono lontani anni luce e i fan della prima ora della band non potranno negare questo puro e semplice dato di fatto. I fallimenti o le cadute di stile sono però semplicemente concetti inesistenti nel DNA di questa band, su quello non ci piove, e pur nella sua innocua senilità “Weapon” è pur sempre il lavoro di maestri assoluti che non conoscono concorrenza o rivali al giorno d’oggi.
