5.5
- Band: SKRÄCKEN
- Durata: 00:40:28
- Disponibile dal: 20/05/2025
- Etichetta:
- Dying Victims Productions
A tre anni dall’EP autoprodotto “The Presence”, gli Skräcken pubblicano il loro primo full-length spalleggiati dalla Dying Victims Productions, etichetta sempre più protagonista nella valorizzazione delle sonorità più classiche e old-school appartenenti al variegato panorama metal underground contemporaneo. La band nasce nel 2022 in una zona remota del nord della Dalarna, nel cuore della Svezia, e il nome del gruppo, che vuol dire letteralmente ‘spavento’, è ispirato da un’agghiacciante esperienza di paralisi del sonno vissuta da uno dei componenti, in cui una figura spettrale dalle fattezze femminili vestita in abiti del Diciottesimo secolo avrebbe fatto la sua comparsa, immortalando la sua essenza nell’immaginario della band.
Nonostante la recente formazione, i nostri possono contare su musicisti con una solida esperienza negli ambienti rock e metal underground scandinavi: il chitarrista Martin Nordin vanta infatti una lunga militanza come bassista nei Dead Lord e ha suonato le chitarre, prima di abbandonare il gruppo, negli ultimi tre album dei Lucifer, mentre alla voce ritroviamo Sofie-Lee Johansson, già cantante dei Night Viper, formazione che ha lasciato un buon ricordo, prima di sciogliersi, nella recente scena heavy metal underground europea condividendo il palco con band come Demon Head e gli stessi Dead Lord.
Con questi nomi alle spalle e un’etichetta di culto a supporto, le aspettative non mancavano. Tuttavia, “Echoes From The Void” si rivela un esordio piuttosto interlocutorio: un compendio scolastico di heavy rock che fatica a emergere in un panorama già saturo di proposte simili, che trova nei nomi già citati i suoi punti di riferimento artistici principali, in particolar modo nei Lucifer.
Il disco si apre con l’evocativa sezione strumentale di “Demoner Utan O¨gon”, seguita da “By His Word”, brano energico e dal gusto rètro ben sorretto dalla voce potente e carismatica di Johansson, piena e calda, capace di riempire gli spazi degli scarni arrangiamenti dei brani. Senza dubbio la voce è il punto forte dell’album e si avverte una maturità diversa della cantante rispetto ai suoi esordi con i Night Viper, e lo dimostrano i brani più diretti e incisivi del lotto, come “Sweet Silence”.
Però, già con i successivi “House of Greed”, “Witch” e “Her Presence” (presente anche sull’EP d’esordio), affiorano i primi limiti complessivi del gruppo svedese: composizioni prevedibili, riff derivativi e una serie di spunti e sonorità che non prendono mai una direzione decisa tanto da caratterizzarne la proposta (si pensi a “By His Word” che ha un riffing quasi black metal, ma rimane statica e prolissa e “In Her Presence”, che pure richiama i Black Sabbath dell’omonimo brano senza però valorizzare con qualche accortezza di arrangiamento l’incedere lento).
Le sonorità oscillano tra un classic rock settantiano e inserti doom o atmosferici, si avverte un tentativo di equilibrare gli episodi più tirati (“Sweet Silence”, “The Ghost of Society”) a quelli più solenni (“Visions of Fire”), ma la transizione tra un registro e l’altro risulta poco fluida; il lungo brano conclusivo “Wasteland”, con i suoi oltre otto minuti, vorrebbe rappresentare una sintesi delle anime del disco, ma finisce per riproporre stilemi già abbondantemente esplorati nei brani precedenti.
In definitiva, “Echoes From The Void” è un lavoro privo del guizzo creativo necessario a lasciare davvero il segno. Gli Skräcken dimostrano mestiere e passione, specialmente nella costruzione di un immaginario estetico affascinante (interessante il tema del ‘pavor nocturnus’ con riferimenti nell’artwork e in alcuni brani), restando, tuttavia, troppo ancorati a modelli già noti, senza riuscire a reinterpretarli in modo originale.
Un esordio con potenzialità, dal momento che alcuni dei nomi coinvolti hanno dato prova di riuscire a incidere con talento – e una buona dose di mestiere – negli altri progetti in cui sono stati coinvolti, ma che fatica a distinguersi in un panorama sempre più affollato di band con simili sonorità.
