7.5
- Band: SKUGGOR
- Durata: 00:32:06
- Disponibile dal: 16/05/2025
- Etichetta:
- Naturmacht Productions
Tutto si può dire di M. e dei suoi Skuggor, tranne che gli piaccia stare con le mani in mano: a pochi mesi di distanza dallo split condiviso con gli italiani À Répit, la one-man band svedese torna infatti sul mercato col suo terzo full-length in tre anni, il qui presente “Where Sun Resigns”, sempre all’insegna dell’ambient black metal più ruvido e glaciale.
I Nostri, infatti, non hanno mai fatto nulla per nascondere il proprio amore per quella branca della Fiamma Nera germogliata in seno ai Burzum e portata poi avanti da act quali Summoning, Evilfeast, Drudkh e Elffor, opportunamente innervata dai sentori ‘oscuramente bucolici’ che ne hanno spesso contrassegnato il percorso stilistico. Non fa eccezione, quindi, questo nuovo nato che, fin dall’iniziale “Writhe”, ribadisce con forza le peculiarità cardine del sound degli Skuggor: riff dai chiari rimandi old-school, quindi gelidi, essenziali ma anche consistenti e ben definiti, e partiture atmospheric-ambient ad alto contenuto evocativo, il tutto dominato dalla voce aspra e quantomai calzante del buon M., padre-padrone il quale, in questo contesto stilistico, dimostra una volta di più di saperci sguazzare con evidente e autocompiaciuta maestria.
La dote in cui il nostro mastermind eccelle da sempre, infatti, è quella di sapersi non solo muovere con grande disinvoltura all’interno del proprio sound di riferimento, ma anche di sapervi abbinare un notevole talento nella scrittura di brani che suonino come autentiche canzoni, e non come semplici flussi atmosferici più o meno riusciti; anche in questo nuovo “Where Sun Resigns”, infatti, è la compiutezza delle composizioni a fare davvero la differenza, consegnandoci un lotto di pezzi tutti assolutamente compatti, efficaci e ben valorizzati, avvincenti capitoli di un album che difficilmente cambierà la storia del genere, ma che di sicuro saprà soddisfare le aspettative dei suoi appassionati.
Difficile immaginare, infatti, fan dell’ambient black metal capaci di resistere alla malìe di brani quali “From Crescent To Oblivion”, “For Every Wound A Hymn Of Growth” o “Time Folds Spirals”, tale è la forza evocativa da essi sprigionata: una forza che anche i semplici fan del buon vecchio black metal anni Novanta potrebbero facilmente apprezzare, tanto forte è il legame del sound degli Skuggor con quello che ha caratterizzato gli anni d’oro del genere.
In “Where Sun Resigns”, atmosfera e impatto si fondono alla perfezione, in un album a tratti contemplativo, a tratti torrenziale, che ha come comune denominatore la capacità di saper arrivare alle sinapsi dell’ascoltatore con indiscutibile risolutezza ed efficacia.
